Con NINJA GAIDEN: Ragebound, The Game Kitchen dimostra di saper reinterpretare l’action platform 2D in chiave moderna, tenendo comunque le redini delle meccaniche “core” del genere.
Fin dalla sua nascita nel 1988, Ninja Gaiden è diventato una pietra miliare del genere. Uno dei suoi tratti distintivi è sempre stata l’elevata difficoltà e chiunque abbia giocato uno di quei capitoli ricorderà sicuramente quanto fossero impegnativi.
Con la rinascita del brand ad opera di Tomonobu Itagaki e il passaggio dal 2D al 3D, la serie si è evoluta profondamente. Nonostante ciò, la sua fama di gioco complesso e “che non perdona” è rimasta immutata.
Dopo la recente uscita di Ninja Gaiden 4, sviluppato da PlatinumGames, molti giocatori avevano quasi dimenticato quanto una versione bidimensionale della serie potesse essere ancora affascinante e impegnativa.
Fortunatamente, The Game Kitchen ha avuto la bravura e la sensibilità di reinterpretare in chiave contemporanea un Ninja Gaiden action platform 2D. Una veste grafica rinnovata (pur mantenendo una forte ispirazione alle produzioni a 8 e 16 bit) e un gameplay veloce e responsivo fanno da cornice a un’esperienza che non tradisce l’essenza della serie.
Gli sviluppatori non hanno infatti rinunciato all’elemento che più caratterizza il franchise: la difficoltà. Hanno però introdotto, in maniera non invasiva, alcune funzionalità di quality of life. Si tratta di un argomento che approfondiremo più avanti, poiché, per quanto opzionali e leggere, queste modifiche incidono in parte sull’essenza stessa del gameplay.


Amici e nemici: un legame necessario
Per quanto il nome di Ninja Gaiden sia indissolubilmente legato a quello di Ryu Hayabusa, questa volta ci aspetta una sorpresa. L’incipit ci mette nei panni del capostipite del Clan Hayabusa, dando il via agli eventi che precedono il primo Ninja Gaiden. Successivamente vestiremo i panni di Kenji, allievo di Ryu, affrontando un livello introduttivo che ci presenterà gran parte delle meccaniche di gioco.
Dopo questa sequenza iniziale, il gioco utilizza un semplice ma efficace stratagemma narrativo per costruire la progressione dei livelli e presentare i personaggi. Le vicende di Kenji, impegnato a respingere un’invasione demoniaca al Villaggio Hayabusa, si alternano a quelle di Kumori, appartenente al Clan Black Spider.
Anche questo clan rivale viene colpito dall’attacco dei demoni e Kumori riceve l’incarico di fermare l’ascesa del Signore dei Demoni.
Il destino dei due protagonisti si intreccia quando entrambi vengono feriti mortalmente. Trovandosi vicini, Kumori lega la propria anima a quella di Kenji. Questa convivenza forzata costringe i due avversari a collaborare per eliminare la minaccia imminente.
Naturalmente, tutto ciò si traduce anche in nuove meccaniche di gioco, permettendo a Kenji di sfruttare le abilità della sua involontaria alleata.


Un’estetica contemporanea ma fedele
NINJA GAIDEN: Ragebound trasporta in chiave contemporanea la formula degli action platform 2D. Il lavoro di aggiornamento coinvolge sia il comparto audiovisivo sia il sistema di combattimento e il level design.
La pixel art è essenziale e richiama fortemente i classici Ninja Gaiden dell’epoca SNES e SEGA. Non bisogna però confondere questa scelta stilistica con una mancanza di cura: l’impatto visivo è convincente e l’essenzialità appare una precisa scelta artistica per evocare l’estetica dell’epoca.
L’audio e la colonna sonora sono all’altezza delle produzioni contemporanee, con brani ben realizzati e capaci di trasmettere le giuste atmosfere da fine anni ’80 e inizio anni ’90. Buone anche le animazioni e la varietà dei nemici. I boss risultano generalmente ispirati e impegnativi, fatta eccezione per uno che, a mio avviso, non convince del tutto.
Gli stage sono ben strutturati e si sviluppano sia in verticale sia in orizzontale con grande attenzione ai dettagli. Non mancano aree segrete e muri distruttibili che nascondono collezionabili. Chi desidera completare ogni livello al 100% dovrà cimentarsi in sezioni platform spesso molto impegnative.
Il combat system è veloce, reattivo e porta con sé tutti i pregi e i difetti dei grandi classici del genere. Tra questi spicca il famigerato knockback subito dopo essere stati colpiti. Nelle sezioni platform, in particolare, un singolo colpo può facilmente far precipitare il giocatore nel vuoto. Anche gli input richiedono precisione e sangue freddo: un comando impartito con tempismo errato può compromettere un salto o un attacco.


Abilità e meccaniche
Come nei classici Ninja Gaiden, Kenji può arrampicarsi e aggrapparsi a quasi ogni superficie. Oltre agli attacchi base, al salto, alla schivata (con frame di invincibilità) e all’affondo, il protagonista può sfruttare il legame instaurato con Kumori.
Questo si traduce nella presenza di due barre: una dedicata alla salute e una al Ki. Quest’ultima si consuma utilizzando i Kunai e può essere ricaricata attaccando i nemici.
A queste si aggiungono due abilità speciali: la Guillotine e la Hypercharge.
La Guillotine è una tecnica aerea che consente di rimbalzare sia sui nemici sia sui proiettili. Oltre a infliggere danni limitati, questa mossa permette di raggiungere zone più elevate, superare ostacoli e persino sfruttare gli avversari come appoggi improvvisati per avanzare nel livello. Risulta inoltre fondamentale nelle sezioni degli Altari Demoniaci: aree affrontabili con Kumori nelle quali platform, precisione e tempismo diventano elementi essenziali. Alcune di queste sezioni sono opzionali, mentre altre risultano necessarie per proseguire nell’avventura.
La maggior parte dei nemici può essere eliminata con un singolo colpo, ma alcune creature sono decisamente più resistenti. In questi casi entra in gioco la Hypercharge. Sconfiggendo particolari avversari avvolti da un’aura speciale, è possibile accumulare energia e liberarla successivamente contro i bersagli più ostici.
Non manca infine la Ragebound Art, una potente abilità speciale che si attiva dopo aver riempito le Rage Orb attraverso gli attacchi portati a segno contro i nemici.
Potenziamenti
In NINJA GAIDEN: Ragebound, i potenziamenti offerti dal fabbro Muramasa sono strettamente legati all’endgame e alla raccolta dei collezionabili.
Gli stage contengono due tipologie di oggetti da raccogliere: scarabei e teschi. In alcuni livelli è inoltre possibile trovare delle pergamene che, una volta recuperate, sbloccano stage speciali.
Il punteggio ottenuto a fine livello dipende da diversi fattori: velocità di completamento, combo eseguite e missioni opzionali portate a termine. Queste ultime sono tre per ogni stage e diventano progressivamente più difficili da completare con l’avanzare dell’avventura. Ottenere valutazioni elevate consente inoltre di sbloccare nuove abilità e amuleti presso il negozio di Muramasa.
Gli scarabei fungono da valuta di scambio con il fabbro. Alcuni amuleti forniscono vantaggi, mentre altri impongono malus significativi ma aumentano di un punto la valutazione finale del livello. Kenji può equipaggiarne due contemporaneamente; lo stesso vale per Kumori. A differenza del protagonista, però, Kumori può scegliere tra diversi attacchi secondari e differenti Ragebound Art.


End game e longevità
Pur essendo diviso in quattro capitoli composti da numerosi stage, la ricerca dei collezionabili, la varietà delle abilità equipaggiabili e l’elevata rigiocabilità rendono NINJA GAIDEN: Ragebound un titolo piuttosto longevo.
Il gioco propone tre finali: due ottenibili tramite una scelta morale al termine dell’ultimo scontro e uno sbloccabile completando l’avventura in modalità difficile.
Gli appassionati del completismo possono inoltre dedicarsi alla ricerca di tutte le pergamene necessarie per accedere agli stage opzionali. Ottenere il 100% non sarà affatto semplice, soprattutto a causa delle sezioni degli Altari Demoniaci di Kumori, che rappresentano alcune delle sfide più impegnative dell’intera esperienza.
Un appunto sull’accessibilità
NINJA GAIDEN: Ragebound propone una modalità assistita che consente di modificare i danni subiti, la velocità di gioco e il famigerato knockback.
Proprio quest’ultima caratteristica, per quanto spesso frustrante, rappresenta una componente fondamentale del design di questo genere di giochi. È facile comprendere la frustrazione del giocatore, soprattutto nella seconda metà dell’avventura, quando le sezioni platform richiedono precisione millimetrica. Tuttavia, anche eseguendo tutto alla perfezione, basta un attacco nemico fuori tempo per compromettere una sequenza.
Al netto di ciò, ognuno è libero di utilizzare queste opzioni assistite e vivere il gioco come meglio crede. D’altra parte, una valutazione critica di NINJA GAIDEN: Ragebound non può prescindere dall’esperienza pensata originariamente dagli sviluppatori.

My two cents
NINJA GAIDEN: Ragebound riesce nell’impresa di riportare la serie alle sue origini 2D senza risultare “un’operazione nostalgia” fine a sé stessa. The Game Kitchen dimostra di avere ben chiaro il materiale di partenza, reinterpretandolo con rispetto ma anche con una propria identità stilistica e ludica.
Il risultato è un action platform 2D veloce e impegnativo, che non rinuncia alla sua natura “punitiva” ma la rielabora attraverso meccaniche moderne e intelligenti. Qualche sbavatura non compromette un impianto generale solido. Il titolo è capace di alternare momenti di grande soddisfazione a sezioni più ostiche ma coerenti alla natura originale della serie.
Ci troviamo davanti a un ritorno convincente, che parla sia ai fan storici sia a chi si avvicina per la prima volta al brand. Ninja Gaiden sembra, nonostante la sua nuova veste, sposare le vecchie meccaniche che hanno reso il titolo amato e odiato dai giocatori.
Citando il Il Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”
NINJA GAIDEN: Ragebound
PRO
- Ottima reinterpretazione moderna del classico action 2D
- Gameplay veloce, reattivo e ben strutturato
- Buon sistema di combattimento con meccaniche interessanti
- Level design generalmente solido e ben ritmato
CON
- Difficoltà a tratti troppo punitiva e poco bilanciata
- Alcune sezioni platform frustranti più che gratificanti
- La difficoltà è croce e delizia
