Creature disturbanti, animazioni organiche, mutilazioni dinamiche e una regia dal taglio cinematografico: ILL torna finalmente a mostrarsi con un trailer che mette a tacere ogni dubbio.

ILL - Story Trailer | PS5 Games

ILL è finalmente tornato sotto i riflettori con un nuovo trailer mostrato durante lo State of Play di giugno, offrendo quello che probabilmente è il quadro più chiaro mai visto finora del progetto sviluppato da Team Clout e pubblicato da Mundfish Powerhouse.

Per chi segue il gioco da tempo, il ritorno di ILL rappresenta qualcosa di più di una semplice apparizione durante uno show. Fin dalla sua prima presentazione, infatti, il titolo è stato accompagnato da un misto di entusiasmo e scetticismo. Da una parte c’era la promessa di un survival horror tecnicamente rivoluzionario, caratterizzato da animazioni organiche, fisica avanzata e un body horror senza compromessi; dall’altra il timore che quanto mostrato fosse troppo ambizioso per essere reale.

Non sono mancati negli anni dubbi sulla natura dei filmati pubblicati, tanto che una parte della community ha spesso discusso se alcune sequenze fossero effettivamente gameplay o materiale fortemente scriptato.

Inizia a rivelarsi

Il nuovo trailer mostrato ha avuto quindi un compito preciso: dimostrare che ILL esiste davvero, che il progetto continua a evolversi e che dietro l’impressionante impatto visivo si nasconde un videogioco con una struttura concreta, ed il risultato, almeno a una prima analisi, sembra essere decisamente convincente.

La prima differenza evidente rispetto ai materiali precedenti riguarda la chiarezza della visione complessiva. Se i vecchi trailer erano concentrati soprattutto sulla brutalità delle creature e sull’impressionante livello di dettaglio delle animazioni, il nuovo filmato cerca invece di contestualizzare maggiormente il mondo di gioco. Per la prima volta emerge infatti una struttura narrativa più leggibile. L’azione si svolge all’interno di un enorme complesso di ricerca, una sorta di fortezza scientifica dove qualcosa è andato terribilmente storto. Una misteriosa entità sembra aver dato origine alle cosiddette Aberrations, creature deformi e imprevedibili che hanno trasformato l’intera struttura in un incubo vivente. Il protagonista si ritrova così a esplorare questo luogo cercando di sopravvivere e, soprattutto, di salvare qualcosa o qualcuno che per lui ha un valore fondamentale.

Non si tratta di una rivoluzione narrativa, almeno sulla carta. Il tema della struttura di ricerca contaminata appartiene da decenni al linguaggio del survival horror. Ciò che rende interessante ILL è però il modo in cui questo scenario viene rappresentato. Il complesso non appare come un semplice livello da attraversare, ma come un organismo in decomposizione: le pareti sembrano vive, le superfici respirano, gli ambienti danno costantemente la sensazione di essere stati contaminati da qualcosa che sfugge alle normali leggi biologiche. Il risultato è un’estetica che richiama inevitabilmente alcuni classici del body horror cinematografico, ma che riesce comunque a mantenere una propria identità.

Avanguardia tecnica

L’evoluzione tecnica più evidente resta una: il corpo come sistema dinamico e il trattamento della fisicità. Nel nuovo trailer il team mostra ulteriormente quello che sembra essere il vero cuore tecnologico del progetto, ossia il sistema di danni dinamici e smembramento avanzato. Negli horror moderni siamo abituati a vedere arti che si staccano o nemici che reagiscono ai colpi. In ILL la sensazione è diversa, perché le creature sembrano possedere una struttura anatomica simulata in tempo reale: le ferite modificano il comportamento dei nemici; le mutilazioni producono reazioni differenti; le animazioni si adattano continuamente allo stato fisico.

L’impressione è che il team stia cercando di creare una forma di body horror interattivo in cui ogni scontro generi risultati leggermente diversi. Questo elemento emerge chiaramente nel trailer, in quanto non vengono mostrati semplicemente nemici da uccidere, che muoiono, ma corpi che collassano, si deformano, si mutilano, reagiscono al trauma fisico. Una differenza sottile quanto fondamentale, perché l’orrore non nasce solo dall’aspetto delle creature, ma dalla loro materialità, dal modo in cui occupano lo spazio, in cui si muovono, in cui sembrano soffrire. Una filosofia, se vogliamo, molto vicina a quella che ha reso memorabile il primo Dead Space, però catapultata ad oggi, con un livello di dettaglio e realismo decisamente superiore.

Analizzando attentamente il trailer, emerge un altro aspetto fondamentale: il lavoro sulle animazioni. Quella delle Aberrations è la vera protagonista. Molti horror contemporanei utilizzano creature si impressionanti, ma animate in modo prevedibile talvolta. Quelle di ILL, invece, spaventano e disturbano anche senza attaccare, semplicemente nella loro imprevedibilità, con i loro movimenti irregolari, innaturali, instabili. In alcuni casi è difficile persino capire dove finisca il comportamento animale e dove inizi qualcosa di profondamente innaturale. Questa scelta contribuisce enormemente alla tensione, portando il giocatore a non percepire semplicemente un nemico, ma una creatura che sembra costantemente sul punto di fare qualcosa di inaspettato e non affrontabile. Questa è la vera paura su cui sta lavorando ILL.

Cinema nel videogame

Un altro aspetto che emerge con maggiore forza, osservando il trailer, è l’influenza cinematografica sul progetto: non parliamo di inquadrature semplicemente curate, ma di una vera e propria logica di costruzione delle scene che appare vicina al cinema horror piuttosto che al videogioco tradizionale. E non è un caso, perché diversi membri del team hanno lavorato nel settore degli effetti speciali e collaborato con produzioni horror cinematografiche, esperienza che sembra riflettersi direttamente nel modo in cui vengono costruite creature, ambientazioni e momenti di tensione. Questo approccio emerge soprattutto nella gestione dell’attesa, in quanto molte sequenze del trailer non mostrano immediatamente la creatura di turno, ma ne lasciano intuire la presenza, suggerendone il rumore, l’ombra, una porta che si apre o si chiude, un movimento sullo sfondo.

In questo modo, la minaccia e il senso di terrore crescente vengono costruiti gradualmente, ed è una tecnica tipicamente appartenente al linguaggio cinematografico, che differenza ILL dagli horror sostanzialmente orientati all’azione.

Non mancano d’altro canto fasi di azione immediata e diretta, che fanno discutere senz’altro per la violenza mostrata, cruda e pura, ed alcune sequenze sono virali proprio per la loro brutalità. Però non si deve cadere nell’errore di ridurre questo titolo ad un mero esercizio di gore. Lo stesso team ha spiegato che l’obiettivo non è quello di scioccare il giocatore gratuitamente, quanto piuttosto quello di utilizzare la violenza come strumento di amplificazione del coinvolgimento emotivo, che accrescerà il senso di vulnerabilità nel giocatore.

Ed effettivamente, dal trailer possiamo percepire qualcosa di più profondo della banale celebrazione della violenza più cruenta. La sensazione costante che ci lascia, è quella di trovarsi in un mondo fisicamente malato, da cui il titolo, e non semplicemente violento: ogni ambientazione, ogni creatura, ogni animazione, e ogni passo e sussulto del protagonista, ci conducono in un universo contaminato e in decomposizione. La brutalità diventa quindi una conseguenza naturale del contesto, e non il suo unico scopo.

Un’attesa scalpitante

Dopo questo nuovo trailer, ILL appare finalmente come un progetto più concreto rispetto al passato. Certo, molte domande restano aperte: quanto di ciò che abbiamo visto sarà effettivamente presente nella sua versione finale? Quanto sarà profondo il sistema di sopravvivenza? Quanto spazio sarà concesso all’esplorazione ed alla narrativa? Che equilibrio troveremo tra componente horror ed action? Sono interrogativi a cui oggi è ancora impossibile rispondere. Ma non siamo chiamati a farlo oggi. Oggi siamo soltanto dinanzi al punto in cui ILL ha smesso di essere soltanto una curiosità tecnica, lasciando il pubblico in attesa come non si vedeva dal celebre P.T., per trasformarsi in uno dei survival horror concreti più osservati dall’intera industria.

Se il gioco riuscirà davvero a mantenere anche solo una parte delle promesse suggerite da questo trailer, Team Clout potrebbe trovarsi tra le mani non soltanto un horror visivamente impressionante, ma una delle esperienze più disturbanti e tecnicamente ambiziose degli ultimi anni. E, dopo aver visto questo nuovo filmato, è difficile non pensare che questa possibilità sia oggi molto più concreta di quanto sembrasse fino a pochi mesi fa. Il countdown per il suo debutto nel 2027 è partito, e non vediamo l’ora!

Per ulteriori approfondimenti su ILL, ecco il link dedicato al nostro primo sguardo al titolo.

From the moment I first held an NES controller, followed by the N64, my passion for video games began. However, it was during the '90s, with the release of the PlayStation, that my love for the medium truly flourished. While my heart beats for the horror genre in all its variations, I approach every video game as an immersive world to lose myself in—much like a captivating book I long to read cover to cover, or a dream I never wish to wake from.