Abbiamo provato la demo del survival RPG narrativo dello studio di Kyiv Twigames: gli ultimi giorni normali di Maksym, quattordici anni, prima che la guerra gli entri in casa.
Una sveglia suona. Maksym si rigira nel letto, tenta una difesa patetica contro il trillo del telefono e dopo cinque minuti di lotta ammette la sconfitta. Ha quattordici anni, i genitori sono fuori città da una settimana e l’idea di saltare la scuola gli attraversa la testa con la naturalezza di chi sa che le conseguenze saranno un problema del sé futuro. C’è qualcosa che ha dimenticato di fare – i piatti? i compiti? la telefonata alla mamma? – e mentre scende le scale saluta la nonna Tania del piano di sotto, passa dal garage dello zio Kostia, si ferma al parco giochi dove Vika lo ha salvato in rubrica come “C3PO” dopo un’esibizione disastrosa sulla dance machine.


È un’apertura da romanzo di formazione, e la citazione letteraria arriva per bocca dello zio Lyosha, il vicino che gli consiglia Mark Twain: “Hai molto in comune con certi suoi personaggi. Intraprendente, irrequieto, indipendente”. Chi scrive ha un debole dichiarato per i ragazzini twainiani, turbolenti e dal cuore enorme, e Maksym mi è entrato dentro prima ancora che la storia cominciasse davvero. Il gioco semina ovunque il vocabolario dell’infanzia avventurosa: le “guerre” per finta con i ragazzini del quartiere, il nascondiglio sulla scala rotta del seminterrato, la porta che rimane sempre chiusa.
Poi lo schermo si oscura e appare una data: 23 febbraio 2022.
Casa, vuota
Il giocatore sa cosa significa quella data. Maksym no. Ed è in questo scarto che Hollow Home affonda la prima lama: la mattina dopo, il ragazzino si sveglia con la radio accesa e il significato delle parole gli arriva al cervello lentamente, finché qualcosa dentro di lui si spezza. Il padre è militare, di stanza sul fronte del Donbas. La madre è irraggiungibile. L’invasione su larga scala è cominciata, e lui è solo, in una città di prima linea.
Il titolo, a quel punto, smette di essere un’etichetta e rivela tutto il suo peso. “Home“ è la casa nel senso più caldo del termine, quella che si abita e si ama, distinta dal freddo “house” dei muri e basta. “Hollow” è ciò che è vuoto, cavo, svuotato dall’interno. Una casa privata di ciò che la rendeva casa: due parole che contengono l’intero gioco prima ancora di avviarlo.


Perché quel vuoto ha una genealogia, e i personaggi la incarnano uno per uno: nonna Tania, nata durante la Seconda guerra mondiale, ha perso il padre in quel conflitto, il marito in Afghanistan, il figlio e la nuora negli eventi del 2014 – non ne parla mai; Vika è fuggita dalla guerra nel 2014 con i genitori, e i genitori li ha persi per strada; Maksym stesso riflette che la guerra dura da otto anni e lui ne è stato partecipante involontario da sempre, semplicemente per essere nato dove è nato. La demo smonta con delicatezza la percezione occidentale del 24 febbraio come fulmine a ciel sereno: per questi personaggi la guerra era già memoria e lutto, un’ospite che torna a reclamare la stanza.



Sopravvivere senza armi
Hollow Home è un survival RPG narrativo sviluppato da Twigames, studio di Kyiv, e pubblicato dalla berlinese Crunchy Leaf Games. Ho provato la demo pubblicata su Steam in occasione dello scorso Next Fest, e devo mettere le carte in tavola: questo è il primo RPG della mia vita. Il genere non mi ha mai attirata. Sono entrata per la storia, e la storia mi ha inchiodata alla sedia. I personaggi sono tridimensionali in un modo che pochissime produzioni, anche ad alto budget, riescono a ottenere: bastano poche righe di dialogo perché ognuno di loro riveli una vita intera alle spalle.


La struttura ludica è chiara e coerente con il tema. Niente armi, niente combattimento. Ogni giornata concede un numero limitato di punti azione: essere ovunque è impossibile, aiutare tutti pure. Le abilità di sopravvivenza – cucinare, costruire, recuperare risorse, prestare primo soccorso – si imparano dalle persone, attraverso conversazioni e missioni, e ciò che scegli di imparare oggi potrebbe salvare qualcuno tra tre giorni. La città, divisa in tre distretti, cambia a ogni alba: strade tagliate, edifici colpiti, persone incontrate il primo giorno che il terzo giorno potrebbero non esserci più. Il paragone con Disco Elysium lo fanno gli sviluppatori stessi, ed è ambizioso; per tema e peso morale, la parentela più immediata mi sembra quella con This War of Mine. Ma la vera forza di Hollow Home sta nella scrittura, che dalla demo emerge limpida, ironica quando serve, spietata quando deve.


Il terzo giorno
Poi arriva il terzo giorno. Esci di casa e il cortile è immerso in un silenzio innaturale. Dove c’erano le altalene su cui una parte di te vorrebbe ancora salire, adesso c’è un cratere nero. I vicini fanno cerchio attorno a qualcosa a terra, qualcosa che vorrebbero non dover vedere. E una donna, di cui Maksym non ricorda nemmeno il nome, ripete con la voce rotta: “Avevano promesso che avrebbero colpito solo obiettivi militari. Questo è un quartiere residenziale. Il nostro quartiere”.
La demo si ferma qui, sulla soglia del terzo giorno, nel momento esatto in cui l’orrore smette di essere una notizia alla radio e prende forma concreta nel cortile di casa. Una scelta di taglio precisa e coraggiosa, che lascia il giocatore esattamente dove lascia Maksym: davanti a qualcosa che non si può più ignorare.
Hollow Home fa malissimo, e non è nemmeno iniziato. Fa malissimo perché non conta niente da quale parte della barricata ti trovi. Se bombardano il posto in cui vivi, in cui ami, in cui speri, le cose che provi sono le stesse per chiunque. Quella paura, quel senso di ingiustizia, è ciò che ci lega tutti – come esseri umani e, prima ancora, come esseri viventi.


Verso l’autunno
Twigames lo sa per esperienza diretta. Lo studio ha sviluppato il gioco durante la guerra, ispirandosi agli eventi reali del 2022 e all’assedio di Mariupol. I personaggi sono di finzione; la città e ciò che le accade no. La dichiarazione d’intenti degli sviluppatori è esplicita: mostrare l’incubo della guerra attraverso la storia di un ragazzino che sopravvive in una città occupata, e far vivere ai giocatori l’orrore e la disperazione delle persone comuni. Un dettaglio dice molto della prospettiva da cui tutto questo è scritto: la parola “russian” compare con l’iniziale minuscola. Una scelta ortografica diffusa in Ucraina dal 2022, e qui pienamente deliberata.
Hollow Home arriverà su PC via Steam entro la fine del 2026. La demo è ancora disponibile gratuitamente sulla pagina Steam del gioco, mentre la campagna Kickstarter che sosterrà la produzione della versione completa è ancora in fase di pubblicazione. Il gioco ha già raccolto riconoscimenti importanti, tra cui Best Conference Game ai Games Gathering 2024, la Pitch Battle del Nordic Game 2024 e il premio Most Promising Game all’Indie Cup Ukraine 2023.

Aspetto l’autunno con il cuore già ammaccato. Ed è esattamente ciò che questo gioco vuole.
Se volete provare la Demo:
