The Adventures of Elliot: The Millennium Tales mostra nella sua demo diversi punti di forza. Nonostante questo abbiamo alcuni dubbi.

The Adventures of Elliot: The Millennium Tales è l’ultima fatica di Square Enix e Claytechworks. Il titolo nasce richiamando l’eredità stilistica della saga di Octopath Traveler, aggiungendo alcune peculiarità interessanti.

Il gioco è disponibile dal 18 giugno. Noi abbiamo provato la demo gratuita su STEAM per darvi una prima impressione sul titolo.

Andiamo con ordine e vediamo di analizzare la sua struttura (per quanto riguarda la demo) e le sue meccaniche.

Iniziamo col dire che The Adventures of Elliot: The Millennium Tales è un JRPG che però si separa da alcune meccaniche classiche. Il personaggio non sale di livello ma ha una progressione del potenziamento che si basa sull’aumento dei punti vita e su un’altra meccanica: le magiliti.

In più, il combattimento è in tempo reale, richiamando tantissimo le vibes dei vecchi Zelda a 16 bit. Uno su tutti: A Link to the Past.

Il tutto immerso in un’estetica di grande impatto visivo, con una cura notevole nei dettagli e negli effetti di luce. Lo stesso comparto sonoro fa il suo dovere. Pur non raggiungendo (per ora) picchi altissimi, è molto fedele allo stile del genere ed è sempre puntuale e coinvolgente.

L’inizio di tutto

Nella demo di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales giocheremo la parte introduttiva della campagna. Il regno di Huther è in pericolo ed è l’unico baluardo per la difesa dalle Tribù Bestiali. Queste ultime, infatti, diventano sempre più feroci e la barriera che difende il regno rischia di non bastare.

Qui entra in gioco Elliot, il protagonista che viene mandato dal re a recuperare una squadra attaccata da una delle Tribù Bestiali. Durante la missione scopre, in fondo a delle rovine, un portale e un tomo.

Questo è il portale del tempo, che porterà al vero inizio dell’avventura, scaturito anche dalle azioni del primo ministro Kaifried.

In tutto questo conosciamo Heuria, principessa del regno, mai uscita dal castello perché il suo compito è quello di mantenere alta la barriera a difesa del regno.

Tra loro due si crea un legame che porterà la principessa ad accompagnare Elliot. Non materialmente ma spiritualmente: grazie alla sua magia può anche darci una cura speciale durante il presente.

Questo incipit è abbastanza lineare e guidato. Il gioco piano piano ci forza un po’ la mano nei primi frangenti, impedendoci di intraprendere strade differenti. Superato questo limite, necessario per insegnarci i fondamentali del combat system e le meccaniche, la mappa si apre e mostra al giocatore una certa vastità ed esplorabilità. Per quanto ben visibili siano gli obiettivi principali, possiamo esplorare alla ricerca di ricompense e segreti.

Cosa ci ha convinto

The Adventures of Elliot: The Millennium Tales ha il suo punto di forza nel suo aspetto estetico e nel suo sistema di combattimento e potenziamento. Colpisce l’occhio con una pixel art di ottimo livello, tanti dettagli e animazioni ben fatte. Tutto ciò coinvolge il giocatore e lo aiuta a immergersi nell’avventura.

Il combattimento, come accennato prima, è in tempo reale. Abbiamo un’arma primaria e una secondaria da equipaggiare e cambiare in tempo reale, un attacco caricato speciale e il salto. Correte a comprare lo scudo: ci permette di parare i colpi avversari al costo di perdere resistenza e “postura”. Tutto questo prende molto dai titoli di Zelda, anche l’uso delle pozioni. Dobbiamo infatti prima comprare le fiale vuote, poi acquistare la sostanza curativa da versarvi. Questo implica un numero di cure finito, anche se c’è un escamotage.

Per sbloccare le armi vi consiglio di completare le quest secondarie che, oltre a fornirci dettagli di lore, ci daranno come ricompensa un’arma. Fortunatamente il gioco sembra molto chiaro riguardo alle quest e a dove portarle a termine. Comparirà una scritta, avvisandoci che alcuni personaggi vogliono parlarci, così da non mancarli.

Interessante è lo sviluppo delle Magiliti. Pietre che si creano da frammenti di Magilite e danno diverse abilità alle armi. Ogni Magilite ha un colore corrispondente all’arma a cui è associata e, per quanto ho visto, sembrano poter avere interessanti sinergie tra di loro. Una menzione d’onore va al bonus alle ricompense che otteniamo quando uccidiamo gli avversari consecutivamente. Ovviamente svanirà appena verremo colpiti.

I dungeon sono interessanti, per ora semplici ma gradevoli da giocare. Punto a favore è la mappa, che ci dice il numero di forzieri che è possibile recuperare all’interno del dungeon.

Cosa non ci ha convinto

The Adventures of Elliot: The Millennium Tales non presenta problemi macroscopici, ma alcune debolezze che, se continueranno a esistere nella versione finale del gioco, potrebbero minare l’esperienza.

Il combat system, per quanto forte negli elementi Zelda-like e nella meccanica delle Magiliti, rischia di essere forse troppo semplice alla lunga. I boss e gli scontri sono leggibili (e questo è un bene), ma anche giocando a difficoltà alta, non ho mai provato (per la demo) una sfida impegnativa o la necessità di cambiare arma per affrontare al meglio un avversario. Io stesso ho trovato un escamotage per non sprecare troppe cure. Basta usare i pilastri che fungono da checkpoint: alcuni curano completamente i punti vita ed è possibile teletrasportarsi tra di loro aprendo la mappa. Quindi ci si cura “gratis” e si ritorna alla destinazione.

La storia, per quanto possa essere interessante l’idea del viaggio nel tempo, può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Dobbiamo vedere come il team deciderà di gestire questa caratteristica e che idee ha in serbo per noi. In più, la storia sembra molto classica e legata all’incipit tipico da JRPG. Anche i personaggi, per ora, sembrano abbastanza stereotipati e di “semplice” lettura. Di per sé non è un problema, ma anche qui la progressione narrativa dovrà avere il mordente necessario a tenere vivo l’interesse del giocatore.

Infatti ogni JRPG si distingue e si fa ricordare per la sua storia, per i personaggi e per i momenti chiave dell’avventura.

Potete provare la demo di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales gratuitamente su STEAM.

Sono un musicista (pianista), un nerd e un amante di lunga data di manga. Sono nato come videogiocatore grazie ad una copia di Pitfall per Atari 2600 (1982), e così sono cresciuto di pari passo al mio medium preferito fino ai giorni nostri. In seguito ho cominciato ad interessarmi anche a cosa c'è dietro al prodotto finale, alla sua struttura e ciò che accade dietro le quinte del mondo del gaming.