Una Francia steampunk come non l’avete mai vista, all’insegna di macchine fuori controllo e tirannia.
Nel panorama dei soulslike esistono ormai numerose produzioni che cercano di reinterpretare la formula resa celebre da FromSoftware, spesso limitandosi a riproporne le meccaniche all’interno di ambientazioni fantasy o dark medievali. Steelrising, sviluppato dallo studio francese Spiders, sceglie invece una strada decisamente meno convenzionale, trasportando la struttura del genere in una versione alternativa della Parigi del XVIII secolo. Il risultato è un’opera che unisce storia, fantascienza e suggestioni steampunk, costruendo un universo tanto affascinante quanto originale.
La premessa narrativa parte da un’idea semplice ma efficace: durante la Rivoluzione francese, il re Luigi XVI riesce a mantenere il controllo del Paese grazie a un esercito di automi progettati dall’ingegnere Vaucanson. Queste macchine, inizialmente create per servire la corona, diventano strumenti di repressione, trasformando le strade della capitale in un luogo dominato dalla violenza e dalla paura. In questo contesto entra in scena Aegis, un automa dalle sembianze umane che si ritrova coinvolto in una missione destinata a cambiare il destino della Francia.
Fin dalle prime ore appare evidente la volontà degli sviluppatori di proporre qualcosa di diverso dal classico soulslike fantasy. Castelli in rovina, draghi e cavalieri lasciano spazio a palazzi aristocratici, giardini reali, quartieri popolari e laboratori meccanici, tutti reinterpretati secondo una visione steampunk che fonde elementi storici e immaginazione. Questa scelta conferisce al gioco una forte personalità, distinguendolo immediatamente da molte altre produzioni appartenenti allo stesso genere.
Naturalmente la componente action rimane il cuore dell’esperienza. L’esplorazione è scandita da combattimenti impegnativi, nemici aggressivi e boss che richiedono attenzione, studio delle mosse e una buona gestione delle risorse. Tuttavia, Steelrising introduce alcune piccole variazioni rispetto alla formula tradizionale, come una maggiore mobilità della protagonista e un sistema di personalizzazione che permette di adattare il proprio stile di combattimento a seconda delle preferenze del giocatore.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio la costruzione del mondo di gioco. La Parigi immaginata da Spiders non rappresenta soltanto uno sfondo suggestivo, ma diventa parte integrante dell’esperienza. Monumenti realmente esistiti convivono con gigantesche macchine, automi e invenzioni impossibili, dando vita a una realtà alternativa che riesce a essere credibile pur prendendosi numerose libertà rispetto agli eventi storici.
Dal punto di vista artistico il titolo punta molto sull’atmosfera. Le ambientazioni mostrano un buon livello di dettaglio e riescono a trasmettere efficacemente il contrasto tra l’eleganza dell’aristocrazia francese e il caos generato dalla rivolta. L’utilizzo di elementi meccanici, ingranaggi e automi contribuisce inoltre a definire un’identità visiva riconoscibile, che accompagna il giocatore per tutta la durata dell’avventura.
Steelrising non nasconde mai le proprie ispirazioni e, anzi, le abbraccia apertamente. Allo stesso tempo, però, evita di essere una semplice imitazione, cercando di distinguersi attraverso l’ambientazione, la costruzione narrativa e alcune soluzioni di gameplay che alleggeriscono leggermente la rigidità tipica del genere. Non tutte queste scelte risultano perfettamente riuscite, ma dimostrano comunque la volontà dello studio di proporre un’esperienza con una propria identità.



Spiders in scena
Parlare di Steelrising significa inevitabilmente parlare anche di Spiders, uno studio francese che, nel corso degli anni, si è costruito una precisa identità nel panorama videoludico. Pur non disponendo dei budget delle grandi produzioni tripla A, il team ha sempre cercato di distinguersi attraverso giochi di ruolo e action caratterizzati da ambientazioni originali, una forte componente narrativa e una chiara volontà di sperimentare. Titoli come Mars: War Logs, The Technomancer e GreedFall hanno mostrato una crescita costante dello studio, sia dal punto di vista tecnico sia sotto quello progettuale.
Con Steelrising, Spiders decide di confrontarsi con un genere particolarmente impegnativo come quello dei soulslike. Si tratta di una scelta coraggiosa, considerando quanto questo filone sia ormai strettamente associato alle opere di FromSoftware e quanto sia difficile proporre qualcosa di originale senza cadere nel semplice confronto con produzioni ben più blasonate. Lo studio, però, evita di inseguire direttamente quei modelli e preferisce costruire un progetto che faccia leva soprattutto sulla propria creatività.
Uno degli aspetti che emerge chiaramente durante l’avventura è la volontà di offrire un’esperienza accessibile a una platea più ampia. Pur mantenendo una struttura tipica dei soulslike, gli sviluppatori introducono alcune soluzioni pensate per ridurre la frustrazione, come la possibilità di attivare un Assist Mode, che permette di modificare diversi parametri della difficoltà. È una scelta che ha suscitato opinioni contrastanti tra gli appassionati del genere, ma che dimostra la volontà del team di rendere il gioco più inclusivo senza alterarne completamente l’identità.
Anche la scelta dell’ambientazione testimonia la personalità dello studio. Invece di affidarsi al fantasy classico, Spiders costruisce una Parigi alternativa dominata da automi, ingranaggi e tecnologie impossibili, fondendo elementi storici e fantascientifici in un universo originale. È una direzione artistica che riflette perfettamente la filosofia del team, da sempre interessato a creare mondi con una forte caratterizzazione piuttosto che limitarsi a seguire le tendenze del mercato.
Sul fronte editoriale, il progetto viene pubblicato da Nacon, azienda che negli ultimi anni ha ampliato sensibilmente il proprio catalogo investendo in produzioni AA caratterizzate da una forte identità. La collaborazione tra Spiders e Nacon si rivela coerente, poiché entrambe le realtà condividono l’obiettivo di realizzare giochi ambiziosi pur operando con risorse inferiori rispetto ai grandi colossi dell’industria.
Dal punto di vista produttivo, Steelrising rappresenta probabilmente uno dei progetti più impegnativi mai affrontati dallo studio francese fino a quel momento. La realizzazione di una grande città esplorabile, un sistema di combattimento articolato e una direzione artistica così ricercata richiedevano un salto di qualità evidente rispetto ai lavori precedenti. Sebbene il risultato presenti inevitabilmente alcuni limiti tecnici, è altrettanto evidente l’evoluzione raggiunta dal team sotto numerosi aspetti.
Ciò che colpisce maggiormente è proprio l’ambizione del progetto. Spiders non si limita a replicare una formula di successo, ma prova ad adattarla alla propria sensibilità, introducendo idee personali sia sul piano narrativo sia su quello del gameplay. Alcune scelte risultano più convincenti di altre, ma il desiderio di costruire un’opera riconoscibile emerge costantemente durante tutta l’esperienza.



La Francia secondo Spiders
La storia di Steelrising prende avvio da una suggestiva reinterpretazione della storia francese. Gli sviluppatori immaginano una realtà alternativa in cui la Rivoluzione francese viene completamente stravolta dall’intervento della tecnologia. In questa versione degli eventi, il re Luigi XVI riesce a soffocare la rivolta popolare grazie a un potente esercito di automi progettati dal celebre inventore Jacques de Vaucanson, trasformando Parigi in una città oppressa dalla violenza e dal controllo assoluto della monarchia.
La protagonista dell’avventura è Aegis, un automa di nuova generazione costruito come guardia del corpo della regina Maria Antonietta. A differenza delle altre macchine che popolano il regno, Aegis dimostra una sorprendente autonomia di pensiero e viene incaricata dalla sovrana di raggiungere Parigi per scoprire cosa stia realmente accadendo e fermare la follia che ha ormai travolto il Paese. Da questo momento prende il via un lungo viaggio attraverso una capitale devastata dalla guerra civile, dove le strade sono presidiate da automi impazziti e la popolazione vive nel terrore.
Nel corso dell’avventura Aegis attraversa numerosi quartieri della città, esplorando palazzi nobiliari, giardini reali, fabbriche, ospedali e zone popolari ormai ridotte in macerie. Durante il suo percorso incontra diversi personaggi realmente esistiti, reinterpretati secondo la particolare visione alternativa proposta dal gioco. Figure storiche come Maximilien Robespierre, Gilbert du Motier de La Fayette e altri protagonisti dell’epoca assumono ruoli importanti all’interno della vicenda, contribuendo allo sviluppo degli eventi e offrendo differenti punti di vista sul conflitto che sta attraversando la Francia.
La progressione narrativa ruota attorno al tentativo di comprendere le cause della deriva del sovrano e di fermare l’esercito meccanico che continua a seminare morte nelle strade di Parigi. Per riuscirci, Aegis dovrà affrontare numerosi automi sempre più sofisticati, esplorare laboratori segreti e raccogliere informazioni utili a ricostruire ciò che si cela dietro la trasformazione del regno.
La narrazione alterna missioni principali e incarichi secondari che permettono di approfondire alcuni eventi collaterali e di conoscere meglio i personaggi incontrati lungo il cammino. Pur seguendo una struttura abbastanza lineare, il gioco lascia spazio a numerose conversazioni, documenti e racconti ambientali che arricchiscono progressivamente il contesto storico alternativo costruito dagli sviluppatori.
Uno degli aspetti più interessanti della trama è proprio il modo in cui vengono mescolati fatti realmente accaduti e invenzioni completamente fantasiose. La Rivoluzione francese rimane il punto di partenza dell’intera vicenda, ma viene reinterpretata attraverso la presenza della tecnologia, degli automi e delle macchine progettate da Vaucanson, dando vita a una cronologia alternativa coerente e credibile all’interno delle regole stabilite dal gioco.
Senza anticipare gli sviluppi conclusivi, è possibile affermare che la storia mantiene un buon ritmo per tutta la durata dell’avventura. Tra colpi di scena, nuovi alleati e scontri con avversari sempre più potenti, la missione di Aegis conduce gradualmente verso una conclusione che chiude in maniera soddisfacente le principali linee narrative. Pur prendendosi numerose libertà rispetto alla storia reale, Steelrising riesce a costruire un racconto originale e ben integrato nella propria particolare reinterpretazione della Francia rivoluzionaria.



Realtà reinterpretata
Se la trama di Steelrising rappresenta il motore dell’avventura, è la sua componente narrativa a conferirle una personalità ben definita. Spiders costruisce infatti un racconto che prende spunto da un periodo storico realmente esistito per sviluppare una vicenda completamente alternativa, evitando di limitarsi a una semplice ricostruzione della Rivoluzione francese. La narrazione trova il proprio punto di forza proprio in questo equilibrio tra realtà e finzione, dando vita a un universo credibile nonostante la presenza di automi, macchine da guerra e tecnologie impossibili.
La protagonista, Aegis, costituisce uno degli elementi più interessanti dell’opera. Pur essendo un automa, il personaggio dimostra fin da subito una sensibilità e una capacità di giudizio che la distinguono dalle altre macchine. Il suo percorso non consiste soltanto nell’affrontare nemici sempre più pericolosi, ma anche nel comprendere il mondo che la circonda e le persone con cui entra in contatto. Questa caratterizzazione contribuisce a renderla una figura convincente, capace di accompagnare il giocatore lungo tutta l’avventura senza apparire mai eccessivamente distante o impersonale.
Anche i personaggi secondari svolgono un ruolo importante nella costruzione del racconto. L’inserimento di figure storiche realmente esistite dona maggiore fascino all’intera narrazione, soprattutto perché gli sviluppatori non si limitano a citarle, ma le reinterpretano all’interno di questa realtà alternativa. Pur con qualche inevitabile licenza creativa, il risultato appare generalmente coerente e contribuisce ad arricchire il contesto storico immaginato dal gioco.
Dal punto di vista della scrittura, Steelrising mantiene un buon equilibrio tra dialoghi, documenti e sequenze narrative. Le conversazioni risultano chiare e funzionali allo sviluppo della storia, senza eccedere in spiegazioni troppo lunghe. Parallelamente, lettere, appunti e altri elementi disseminati negli scenari permettono di approfondire il mondo di gioco e di comprendere meglio gli eventi che hanno portato la Francia sull’orlo del collasso.
Tra i temi principali emerge naturalmente quello del potere. Il gioco riflette sulle conseguenze di un’autorità che, grazie alla tecnologia, diventa praticamente incontrollabile. L’esercito di automi rappresenta il simbolo di un dominio assoluto, capace di annullare qualsiasi forma di opposizione e di trasformare uno strumento nato per servire l’uomo in un mezzo di oppressione.
Un altro tema centrale è il rapporto tra uomo e macchina. Pur senza addentrarsi in riflessioni particolarmente filosofiche, il gioco pone spesso l’attenzione sul confine tra essere umano e automa, soprattutto attraverso la figura di Aegis. Le sue decisioni, il modo in cui si relaziona agli altri personaggi e la sua crescente autonomia alimentano una riflessione interessante sull’identità e sul libero arbitrio.
Non manca poi il tema della rivoluzione e del cambiamento sociale. Sebbene gli eventi vengano reinterpretati in chiave steampunk, il conflitto tra monarchia e popolo rimane sempre sullo sfondo della vicenda, contribuendo a dare maggiore profondità al contesto narrativo. Il gioco non pretende di offrire una lezione di storia, ma utilizza questo periodo come base per costruire un racconto originale e ricco di spunti.
La narrazione presenta anche qualche limite. Alcuni personaggi secondari avrebbero meritato un approfondimento maggiore e in determinati momenti il ritmo rallenta a causa di dialoghi meno incisivi. Inoltre, alcune svolte narrative risultano piuttosto prevedibili, soprattutto per chi è abituato a questo tipo di racconti. Si tratta comunque di difetti che non compromettono la qualità complessiva della sceneggiatura, perché la componente narrativa rappresenta uno degli aspetti meglio riusciti di Steelrising.
Pur senza raggiungere l’eccellenza delle migliori produzioni narrative del genere, il gioco racconta una storia coinvolgente, sostenuta da un’ambientazione originale e da temi sviluppati con coerenza.



Creatività e ottima direzione artistica
Dal punto di vista tecnico, Steelrising si presenta come una produzione AA che, pur non potendo competere con i colossi del settore in termini di budget, riesce comunque a offrire un comparto visivo notevole e soprattutto caratterizzato da una forte identità artistica. È proprio la direzione creativa, più che la mera qualità grafica, a rappresentare uno degli elementi di maggior pregio dell’opera, permettendo al titolo di distinguersi all’interno del panorama dei soulslike.
La ricostruzione della Parigi di fine Settecento costituisce senza dubbio il cuore dell’intera produzione. Gli sviluppatori reinterpretano la capitale francese attraverso una lente steampunk, mescolando monumenti realmente esistiti con giganteschi ingranaggi, automi, officine meccaniche e tecnologie fuori dal tempo. Il risultato è una città che conserva il fascino dell’epoca storica, ma allo stesso tempo assume un’identità completamente nuova, capace di incuriosire il giocatore durante tutta l’esplorazione.
Le ambientazioni sono generalmente varie e ben realizzate. Quartieri aristocratici, giardini reali, fabbriche, vicoli cittadini e palazzi storici presentano caratteristiche visive differenti, contribuendo a rendere il viaggio meno monotono. Ogni area possiede una propria personalità e riesce a raccontare qualcosa sul mondo di gioco anche attraverso piccoli dettagli ambientali, come edifici distrutti, automi abbandonati o macchinari ancora in funzione.
La direzione artistica rappresenta probabilmente il punto più alto del comparto grafico. L’estetica steampunk viene sfruttata con equilibrio, senza risultare eccessiva o caricaturale. Gli automi, in particolare, mostrano un design ispirato agli orologi e ai sofisticati meccanismi dell’epoca, distinguendosi nettamente dai classici nemici fantasy presenti nella maggior parte dei soulslike. Anche i boss beneficiano di questa impostazione, offrendo modelli spesso originali e immediatamente riconoscibili.
Dal punto di vista puramente tecnico emergono però alcuni limiti. Le texture non sono sempre omogenee e alcuni elementi degli scenari appaiono meno rifiniti rispetto ad altri. Anche le animazioni, pur risultando generalmente convincenti durante i combattimenti, mostrano talvolta una certa rigidità nelle interazioni e nelle sequenze narrative. Sono aspetti che ricordano continuamente la natura AA della produzione.
L’illuminazione svolge un buon lavoro nel valorizzare gli ambienti, soprattutto durante le sezioni ambientate di notte o negli interni. Luci, ombre e riflessi contribuiscono a creare un’atmosfera suggestiva, pur senza sfruttare tecnologie particolarmente avanzate. Anche gli effetti particellari durante gli scontri risultano gradevoli e rendono più spettacolari alcune abilità e attacchi speciali.
Sul fronte delle prestazioni, Steelrising si comporta discretamente bene nella maggior parte delle situazioni, anche se non mancano occasionali cali di frame rate nelle aree più ricche di dettagli o durante gli scontri più movimentati. A questi si aggiungono piccoli bug visivi e qualche imperfezione nelle collisioni, difetti che non compromettono seriamente l’esperienza ma che testimoniano una rifinitura non sempre impeccabile.
Tuttavia, il comparto tecnico e artistico riesce comunque a sostenere efficacemente l’intera avventura, perché la direzione artistica riesce a compensare gran parte di queste mancanze grazie a un’estetica originale e a una reinterpretazione della Parigi rivoluzionaria estremamente affascinante. È proprio questa forte personalità visiva a rendere Steelrising immediatamente riconoscibile e a rappresentare uno dei suoi principali punti di forza.



Sonoro più che all’altezza
Il comparto sonoro svolge un ruolo fondamentale nel definire l’identità dell’esperienza. Gli sviluppatori hanno costruito un accompagnamento audio coerente con l’ambientazione steampunk e con il tono della narrazione, cercando di valorizzare tanto l’esplorazione quanto i combattimenti. Il risultato è un comparto solido, capace di sostenere l’atmosfera del gioco anche se non sempre memorabile.
La colonna sonora accompagna il giocatore con composizioni orchestrali che richiamano il contesto storico della Francia del XVIII secolo, pur integrando sonorità più moderne e cupe per adattarsi alla natura alternativa dell’universo narrativo. Le musiche non risultano mai invasive e intervengono soprattutto durante gli scontri con i boss, nelle sequenze narrative più importanti e nei momenti di maggiore tensione. Sebbene poche tracce rimangano davvero impresse una volta conclusa l’avventura, il loro utilizzo è sempre appropriato e contribuisce a mantenere alta l’immersione.
Molto convincente è invece il lavoro svolto sul sound design degli automi. Ogni nemico è accompagnato dal caratteristico rumore di ingranaggi, pistoni e componenti meccaniche in movimento, dettagli che permettono spesso di percepirne la presenza ancora prima di individuarli visivamente. Questa attenzione contribuisce a rafforzare la credibilità dell’universo di gioco e rende ogni combattimento più coinvolgente.
Anche gli effetti sonori delle armi risultano ben realizzati. Spade, alabarde, ventagli metallici, martelli e altri equipaggiamenti producono suoni differenti in base al materiale e alla tipologia di attacco, restituendo una buona sensazione di impatto durante gli scontri. Le abilità elementali, come quelle basate sul ghiaccio o sul fuoco, beneficiano inoltre di effetti sonori distintivi che rendono immediatamente riconoscibili le diverse tecniche utilizzate.
L’audio ambientale contribuisce efficacemente alla costruzione dell’atmosfera. Passeggiando per le strade di Parigi si percepiscono il rumore delle macchine, il cigolio degli automi, il vento tra gli edifici e numerosi altri dettagli che rendono gli scenari più vivi. Pur non raggiungendo livelli di complessità particolarmente elevati, questi elementi aiutano il giocatore a immergersi nella particolare reinterpretazione della capitale francese proposta dagli sviluppatori.
Il doppiaggio si mantiene su un buon livello qualitativo. Le interpretazioni dei personaggi principali risultano convincenti e riescono a sostenere adeguatamente le sequenze narrative. Anche i dialoghi appaiono generalmente ben recitati, contribuendo a dare personalità ai protagonisti e alle numerose figure storiche incontrate durante l’avventura.
Dal punto di vista tecnico, il mixaggio audio è ben bilanciato. Musiche, dialoghi ed effetti sonori convivono senza sovrastarsi a vicenda, permettendo di distinguere chiaramente ogni elemento anche durante le fasi più concitate dei combattimenti. Si tratta di un aspetto importante in un titolo dove la lettura delle animazioni e dei segnali sonori dei nemici può fare la differenza durante gli scontri più impegnativi.
Il comparto sonoro di Steelrising, insomma, convince più per la sua coerenza che per la capacità di sorprendere. Pur senza offrire una colonna sonora destinata a entrare tra le più memorabili del genere, il lavoro svolto su effetti sonori, doppiaggio e ambientazione acustica accompagna efficacemente l’intera esperienza. È un comparto che supporta con solidità il gameplay e contribuisce a valorizzare l’originale immaginario steampunk costruito da Spiders, confermandosi pienamente all’altezza del resto della produzione.



Essenziale e riconoscibile
Uno degli aspetti che distingue maggiormente Steelrising dagli altri soulslike è il rapporto tra world building e gameplay. Spiders inserisce le basi del genere in un contesto storico alternativo estremamente riconoscibile, costruendo un mondo che non rappresenta un semplice sfondo per i combattimenti, ma una componente essenziale dell’esperienza. La Parigi della Rivoluzione francese, reinterpretata in chiave steampunk, riesce infatti a dare personalità a ogni fase dell’avventura.
L’esplorazione segue la classica struttura interconnessa tipica del genere. Le aree si sviluppano attraverso percorsi principali, scorciatoie, passaggi nascosti e zone secondarie che premiano la curiosità del giocatore con equipaggiamenti, materiali e missioni opzionali. La mappa riesce a offrire una buona varietà di percorsi e incentiva a osservare con attenzione l’ambiente.
Il gameplay ruota naturalmente attorno ai combattimenti. Aegis dispone di un arsenale piuttosto vario che comprende spade, alabarde, martelli, ventagli corazzati, catene e numerose altre armi, ciascuna caratterizzata da velocità, portata e abilità speciali differenti. Questa varietà permette di adattare lo stile di combattimento alle preferenze del giocatore, incentivando anche la sperimentazione durante l’avventura.
Una delle principali differenze rispetto ad altri soulslike è rappresentata dalla maggiore mobilità della protagonista. Aegis può effettuare rapide schivate, scatti e movimenti particolarmente fluidi che rendono gli scontri più dinamici. Questa agilità modifica sensibilmente il ritmo dei combattimenti, premiando riflessi e posizionamento piuttosto che la sola gestione della stamina.
Anche il sistema di progressione risulta ben strutturato. I punti esperienza ottenuti sconfiggendo i nemici possono essere investiti per migliorare attributi come potenza, agilità, resistenza o capacità elementali, consentendo di creare build differenti. Le numerose armi e i relativi potenziamenti ampliano ulteriormente le possibilità di personalizzazione, pur senza raggiungere la profondità di altri esponenti del genere.
Il world building viene arricchito anche attraverso missioni secondarie, documenti e dialoghi con i personaggi. Questi elementi approfondiscono la situazione della Francia e permettono di conoscere meglio sia gli eventi principali sia le vicende dei cittadini coinvolti nella guerra civile. Pur senza essere particolarmente innovativa, questa narrazione ambientale contribuisce a rendere il mondo più credibile.
Non mancano però alcuni limiti. L’intelligenza artificiale dei nemici mostra occasionalmente comportamenti prevedibili e alcune aree tendono a riproporre situazioni simili tra loro. Anche il level design, se confrontato con i migliori soulslike, appare meno articolato e offre un’esplorazione leggermente più guidata.
Gameplay e world building funzionano bene insieme. Steelrising non reinventa la formula soulslike, ma la interpreta con competenza, aggiungendo un’ambientazione originale, una protagonista agile e alcune soluzioni interessanti che rendono l’esperienza piacevole dall’inizio alla fine. Pur senza raggiungere i vertici del genere, il titolo riesce a costruire un’identità propria e dimostra come una buona idea artistica possa valorizzare anche meccaniche ormai consolidate.



Convincente
Dopo aver completato Steelrising, la sensazione è quella di trovarsi davanti a un progetto che, pur senza raggiungere l’eccellenza dei grandi esponenti del genere soulslike, riesce comunque a costruire una propria identità. Il merito principale di Spiders è quello di aver reinterpretato la formula attraverso un’ambientazione originale e alcune idee di gameplay che conferiscono personalità all’intera produzione.
L’elemento che colpisce maggiormente è senza dubbio la direzione artistica. La Parigi della Rivoluzione francese reinterpretata in chiave steampunk rappresenta uno scenario poco sfruttato nel panorama videoludico e riesce a distinguersi immediatamente. Monumenti storici, automi, laboratori meccanici e palazzi aristocratici convivono con naturalezza, dando vita a un mondo credibile e affascinante che accompagna il giocatore per tutta l’avventura.
Anche il sistema di combattimento si dimostra solido. Pur riprendendo molte delle meccaniche tipiche dei soulslike, introduce una protagonista più agile e dinamica, rendendo gli scontri leggermente più veloci rispetto ad altri titoli dello stesso genere. La buona varietà di armi e build permette inoltre di personalizzare il proprio stile di gioco, offrendo una discreta libertà di approccio.
Dal punto di vista narrativo, Steelrising propone una storia interessante, soprattutto grazie alla sua reinterpretazione della Rivoluzione francese. La presenza di personaggi storici e l’idea di un esercito di automi al servizio della monarchia rendono l’universo narrativo originale e coinvolgente, anche se la sceneggiatura non sempre riesce a sfruttare appieno tutte le potenzialità dell’ambientazione.
I principali limiti emergono invece confrontando il titolo con i migliori rappresentanti del genere. Il level design, pur essendo ben realizzato, risulta meno intricato e sorprendente, mentre alcune aree tendono a riproporre situazioni simili. Anche l’intelligenza artificiale dei nemici mostra occasionalmente comportamenti prevedibili e non sempre offre il livello di sfida che ci si aspetterebbe da un soulslike.
Sul piano tecnico il giudizio è altrettanto equilibrato. La produzione appare generalmente solida, ma alcune animazioni, texture e piccoli bug ricordano costantemente che si tratta di un progetto AA. Fortunatamente queste imperfezioni incidono solo marginalmente sull’esperienza e non compromettono il divertimento.
Una scelta particolarmente apprezzabile è l’introduzione dell’Assist Mode, che permette di personalizzare alcuni parametri della difficoltà. Pur avendo fatto discutere parte della community, questa opzione rende il gioco più accessibile senza obbligare chi desidera una sfida tradizionale a modificare l’esperienza originale. È una soluzione intelligente che dimostra attenzione verso un pubblico più ampio.
Steelrising è un titolo che convince soprattutto grazie alla propria personalità. Non rivoluziona il genere soulslike e presenta alcune limitazioni sia tecniche sia strutturali, ma compensa queste mancanze con una direzione artistica ispirata, un’ambientazione originale e un gameplay divertente. È un’opera che dimostra la crescita di Spiders e conferma come uno studio di dimensioni contenute possa realizzare un’esperienza valida quando alla base esistono idee chiare e una forte identità creativa.



Steelrising
PRO
- Ambientazione steampunk originale;
- Direzione artistica ispirata;
- Sistema di combattimento solido, dinamico e arricchito;
- Ottimo world building;
- Buona varietà di build;
- Narrazione interessante;
- Assist Mode pensata per chi desidera un’esperienza più accessibile e meno legata alla sfida tradizionale;
- Buona longevità.
CON
- Comparto tecnico altalenante;
- Intelligenza artificiale dei nemici non sempre convincente;
- Boss fight discontinue;
- Poca innovazione nella struttura generale.
