Windrose, sviluppato da Kraken Express e pubblicato da Kraken Express e Pocketpair Publishing (Japan), è un survival in accesso anticipato uscito il 14 aprile 2026 esclusivamente su PC; Steam e Epic Games. Il gioco si colloca in un’età d’oro alternativa della pirateria, mescolando elementi di azione, avventura, RPG e costruzione in un mondo aperto generato proceduralmente.
Pubblicato in accesso anticipato da Kraken Express e Pocketpair Publishing per il mercato giapponese, il gioco segue le gesta di un capitano in cerca di vendetta contro Barbanera, in un mondo ricco di misteri soprannaturali, tesori nascosti e boss epici.
Con una grafica curata (grazie all’uso di Unreal Engine 5), un sistema di combattimento fluido (che include sciabole, pistole, moschetti e combattimenti navali con abbordaggi) e una progressione basata su talenti, equipaggiamenti e costruzioni personalizzate, Windrose si propone come uno dei migliori survival pirateschi degli ultimi anni.



Un sistema di costruzione intuitivo ma con limiti
Uno degli aspetti che colpisce di più in Windrose è il suo sistema di costruzione, che ricorda molto Enshrouded ma con una curva di apprendimento più dolce. Mentre Enshrouded adotta un sistema voxel-based che permette una creatività quasi illimitata (ma a volte macchinoso e slegato dalle dinamiche di sopravvivenza), Windrose opta per un approccio più semplificato e immediato.
Qui, costruire una base o una nave è intuitivo e veloce, con blocchi che si adattano automaticamente e una libertà architettonica che, seppur non pari a quella di Enshrouded, risulta più funzionale per chi non vuole perdere ore a perfezionare ogni dettaglio.


Tuttavia, le limitazioni ci sono: il gioco non offre la stessa profondità costruttiva di Valheim (dove ogni struttura può essere personalizzata nei minimi dettagli) o la complessità sistemica di Enshrouded (con i suoi meccanismi di stabilità e fisica avanzata).
In Windrose, la costruzione è più lineare e meno punitiva: non c’è il rischio di crolli strutturali o la necessità di calcolare ogni singolo pezzo, ma questo significa anche che manca quella sensazione di “sopravvivenza estrema” che caratterizza altri titoli del genere.
D’altronde, il focus qui è sulla pirateria, quindi la costruzione serve soprattutto a creare avamposti, navi e rifugi per supportare le avventure in mare.

Combattimenti navali e terrestri: Il cuore dell’esperienza
Se la costruzione è un punto di forza, i combattimenti sono il vero fiore all’occhiello di Windrose. Il gioco offre un sistema di combattimento ibrido che spazia dalle battaglie corpo a corpo (con sciabole, alabarde e spadoni) agli scontri a distanza (con pistole e moschetti), fino ai combattimenti navali, che sono spettacolari e strategici. Le navi, personalizzabili in stili e dimensioni diverse, possono essere equipaggiate con cannoni, abbordaggi e tattiche di squadra, rendendo ogni scontro un’esperienza dinamica e immersiva.
A differenza di Sea of Thieves (dove il combattimento navale è più arcade e basato sul teamwork) o Skull and Bones (che punta su un realismo tattico più spinto), Windrose trova un equilibrio perfetto tra accessibilità e profondità. Non è necessario essere esperti di velatura per godersi le battaglie, ma chi vuole ottimizzare la propria nave e il proprio equipaggio troverà stratagemmi e personalizzazioni che fanno la differenza.
Inoltre, il passaggio fluido tra terra e mare (senza caricamenti) è un dettaglio che migliora l’immersione, permettendo di sbarcare, saccheggiare e tornare in mare senza interruzioni.


Esplorazione e sopravvivenza: un mondo vivo e generato proceduralmente
Windrose si distingue per il suo mondo aperto generato proceduralmente, ricco di biomi diversificati, dungeon nascosti e punti di interesse (oltre 100, secondo gli sviluppatori). Ogni partita offre un’esperienza unica, con isole, tesori e nemici che cambiano a ogni sessione.
La sopravvivenza non è eccessivamente punitiva: non c’è la necessità di rifugiarsi di notte come in Valheim o di gestire bisogni primari come in The Forest, ma il gioco premia l’esplorazione e la preparazione.
Le missioni secondarie, i commerci con le fazioni e la gestione delle risorse aggiungono strati di profondità, mentre la progressione del personaggio (con talenti, armature e armi uniche) garantisce che ogni sessione porti a miglioramenti tangibili. Tuttavia, rispetto a Enshrouded o Valheim, Windrose manca di una narrazione altrettanto epica: la storia è lineare e meno immersiva, ma viene compensata dall’atmosfera e dall’azione costante.


Conclusione: un survival pirata che sa conquistare
Windrose è un gioco che sorprende positivamente. Non è perfetto: manca la profondità costruttiva di Enshrouded, la complessità narrativa di Valheim o il realismo navale di Skull and Bones, ma riesce a fondere questi elementi in un’esperienza coerente, divertente e accessibile. Se amate i giochi di sopravvivenza con un tocco avventuroso, se cercate un alternativa PvE a Sea of Thieves o se volete un survival con costruzione semplificata ma efficace, Windrose è una scelta eccellente.
Il suo punto di forza è la capacità di farvi sentire come un vero pirata: navigare tra isole misteriose, combattere in battaglie navali epiche, costruire la vostra base e esplorare un mondo ricco di segreti sono tutte esperienze che vi terranno incollati allo schermo per ore. Con un supporto attivo da parte degli sviluppatori (che hanno già promesso 1,5-2,5 anni di aggiornamenti), Windrose ha tutte le carte in regola per diventare uno dei migliori survival del 2026.
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8.5/10