Più libertà, più build, niente stamina e un mondo molto più interessante da esplorare: Mortal Shell 2 migliora quasi tutto ciò che il primo capitolo aveva lasciato a metà. Peccato che, quando arriva il momento di calibrare la sfida, Cold Symmetry smarrisca proprio quell’equilibrio che il resto del gioco aveva faticosamente costruito.
Come la Fata madrina ha fatto per Cenerentola, anche Cold Symmetry, casa di produzione di Mortal Shell 2, ha trasformato un titolo grezzo in una delle più grandi sorprese del nostro anno.
Già dai primi trailer di gioco si poteva vedere l’enorme passo in avanti fatto rispetto al primo capitolo della saga, e sono felice di poter dire che il gioco stesso ha poi confermato queste prime impressioni. In questo capitolo Cold Symmetry restaura gli stili e la narrativa che aveva solo abbozzato in precedenza, e li mette sotto una nuova e splendida oscurità.
Un mondo in cui vale la pena perdersi
Il gioco riprende lo stesso tipo di architettura utilizzato nel primo capitolo, un open world circolare di dimensioni ridotte che rende abbastanza chiara l’esplorazione e porta ogni area ad essere facilmente interconnessa alle altre. Anche qui Cold Symmetry fa un enorme passo in avanti, sia come gestione generale delle aree, in cui è facile distinguere quando ci si trova in una zona di esplorazione libera rispetto a quando si è all’interno di un vero e proprio luogo.
Il gioco realizza poi un’ottima struttura dello stesso mondo di gioco: non vi capiterà mai di camminare a vuoto per più di un paio di minuti, tra strutture, accampamenti nemici e dungeon, e la scelta di mantenere una dimensione della mappa più piccola per poterla popolare quasi interamente di punti di interesse si è rivelata azzeccata.
E ancora più interessante, seppur il mondo di base sia simile in termini di ambientazione, con colline, monti e i classici villaggi e castelli medievali che ci si aspetterebbe, i dungeon invece possiedono quella varietà che porta il giocatore a meravigliarsi una volta entrati al loro interno, facendolo camminare, e combattere, per montagne innevate, paludi velenose (perché come in ogni buon souls c’è bisogno di loro) e mondi corrotti.
L’unica pecca che posso condividere riguardo al mondo di gioco, è che se nelle prime fasi l’esplorazione è molto più libera e piena di segreti, andando verso la fine il level design delle aree tende a diventare sempre più lineare e ad assumere la forma di grossi corridoi piuttosto che di vere e proprie aree da scoprire.


Più di un semplice guscio
Forse mi sto ripetendo ma, anche qui, niente a che vedere con suo fratello più vecchio. Per quanto riguarda la progressione del personaggio la formula rimane la stessa: non ci sono statistiche come la forza o l’intelligenza da potenziare, ma salendo di livello il protagonista migliora ogni suo aspetto di pari passo. Seppur questo possa essere visto come una limitazione in realtà non pregiudica affatto la possibilità di esplorare nuove build e stili di combattimento.
In primis, gli Shell, i corpi che useremo per combattere, sono molto più “vivi”, ognuno di loro possiede diverse abilità e una moltitudine di potenziamenti passivi che potremmo potenziare salendo di livello, alcuni dei quali cambieranno anche in modo drastico gli effetti del carapace.
Inoltre, dal momento che ogni arma potrà essere utilizzata senza alcuna limitazione, sarà possibile provarle tutte e scoprire man mano che si prosegue nel gioco quella più adatta a noi.
La stessa cosa vale anche per gli shell, grazie alle ultime patch, è ora possibile fare “respec” anche di questi ultimi (per le armi ad esempio era disponibile fin da subito) e persino potenziarli tutti in una sola run, permettendo così di lasciare che i giocatori provino, e trovino, quello più adatto a loro.
La varietà non è quindi un problema se si vogliono provare diverse combinazioni di armi e “armature”, l’unica pecca del sistema è che alcune pietre, gli oggetti che vanno a fare da contorno alla build aggiungendo effetti diversi, sono spesso legate a specifiche armi e di conseguenza non è possibile provare proprio tutto (per fare un esempio non è possibile infondere con l’elemento elettrico il martello o l’ascia, impedendo di fatto l’uso di una build incentrata sulle due cose).

Un ballo con la morte
Il combat system del gioco è, anche in questo caso, una diretta evoluzione di quello presente in Mortal Shell 1. Non vi è molta differenza rispetto ai souls like più nuovi in termini di cose da fare, ogni arma ha il proprio moveset e grazie ad alcune pietre di Tar (quelle di cui ho parlato prima) è possibile infonderle di diversi elementi ma anche fornirgli un attacco speciale diverso per ognuna.
Le due novità più grosse da questo punto di vista sono legate invece alla gestione delle risorse e alla “difesa”. Ciò che salta subito all’occhio è che questo capitolo rimuove completamente la stamina: sarà quindi possibile correre, schivare e attaccare senza alcuna sosta, cosa che rende il gioco molto più dinamico eliminando quelle attese in cui si aspetta di ricaricarla.
Per quanto riguarda le opzioni difensive del nostro araldo invece, nel primo capitolo erano disponibile due separate funzioni: l’hardening, in cui il nostro personaggio si trasformava in roccia per proteggersi e deviare gli attacchi; e il sigillo ossidato, utilizzabile per eseguire attivamente dei contrattacchi se si bloccano quelli nemici con il giusto tempismo. In Mortal Shell 2 invece, le due cose rimangono sì separate ma fanno parte dello stesso “slot”, il che significa che il giocatore dovrà decidere quale strumento difensivo usare in base ai propri gusti. La nota positiva è che il gioco ne mette a disposizione molti di più, ed è quindi più facile trovare l’opzione più adatta a noi.
Parlando invece di bilanciamento, in termini di gestione della difficoltà e soprattutto di gestione dello sviluppo della difficoltà man mano che il gioco prosegue, penso si possa riassumere il tutto ad una parola, inesistente. Perchè dico questo? Perché il gioco è di fatto diviso in due macro aree, nord e sud, dove nord è la zona più semplice e il sud quella più difficile. Fin qui tutto bene, è possibile per il giocatore iniziare e muoversi dove vuole fin da subito ma se comincerete dal lato “sbagliato” vi accorgerete immediatamente di non essere pronti per quelle zone.
Ma il vero problema, ciò per cui dico che di bilanciamento non ce n’è, è che sarà così anche seguendo la strada “corretta”. Una volta completato tutto ciò che il nord ha da offrire, vi ritroverete circondati da nemici che semplicemente ignoreranno ogni vostro attacco e che, nella migliore delle ipotesi, vi elimineranno in un paio di colpi.
E questo è chiaramente un problema, soprattutto perchè spesso le aree sono invase da molteplici nemici che non riuscirete ad eliminare facilmente, e a cui dovete fare attenzione per evitare di tornare molto rapidamente all’ultima zona in cui avete riposato.
Questo problema è accentuato dal fatto che i boss, arrivati a questo punto del gioco, non saranno altro che nemici di base con qualche hp in più. Non vi è praticamente nessuna differenza tra i danni dei boss e quelli dei nemici base, anzi, ad essere onesti, alcuni piccoli mob sono ben più pericolosi dei boss stessi, e questa è una grossa pecca, sia perché rende problematica la gestione degli spostamenti, sia perché riduce di molto l’impatto e la soddisfazione dovuta ad un combattimento serio contro un nemico potente, perchè se tutti i nemici sono potenti, nessuno lo è davvero.


Le crepe sotto la superficie
Come per le altre recensioni, comincio col dire di aver giocato Mortal Shell 2 su Ps5 base, per cui la mia esperienza dei problemi, o non, potrebbe essere diversa dalla vostra.
Partiamo con quella che sarà la sola e unica nota positiva della sezione, non ho incontrato alcun problema tecnico legato a stuttering, fps, texture…il gioco è andato liscio come l’olio dall’inizio alla fine, almeno su questo piano. Parliamo ora dei veri problemi riscontrati nel titolo, i bug e le hitbox.
Partiamo dalle hitbox che sono un problema comune, non erano incredibilmente precise, spesso avevano più o meno range dell’animazione stessa, e più di una volta mi sono ritrovato in situazione alla Dark Souls 2 in cui le “prese” nemiche mi teletrasportavano e colpivano dopo avermi toccato ad un metro di distanza. Fortunatamente ho riscontrato questo problema “solo” contro i nemici di grossa stazza e con quelli che utilizzavano armi ad asta (un’altro gioco che ce l’ha con le mie amate lancie). Ma il vero problema, ciò per cui ho dovuto smettere di giocare per qualche giorno, sono stati i bug.
Ora, per essere onesti, non ne ho incontrati molti, ma quelli che ho incontrato sono stati drammatici. Per iniziare, ho dovuto completamente abbandonare il mio shell preferito (Genessa, per chi sa) perchè non vi era una singola abilità che funzionasse, letteralmente, ogni perk di quel corpo non era abilitato all’uso e di conseguenza era inutilizzabile, cosa che mi ha dato una buona dose di frustrazione. Successivamente, ho dovuto aspettare una patch correttiva del gioco perché in una delle zone finali, il teletrasporto che avrebbe dovuto accompagnarmi al boss aveva le coordinate sbagliate di qualche grado, il che faceva sì che ad ogni tentativo mi teletrasportasse sotto la mappa, con conseguente caduta nell’oblio e morte.
Questi purtroppo non sono problemi su cui è possibile sorvolare dato che hanno un avuto un impatto grave sul mio percorso e sulla mia esperienza di gioco, e non si sono fatti mancare anche altri bug minori che per quanto meno influenti hanno comunque contribuito a peggiorare il mio rapporto con il titolo.


Un degno successore?
In definitiva, Mortal Shell, e i suoi sviluppatori, hanno fatto enormi passi in avanti in questi ultimi anni, arrivando a portarci un titolo che, per quanto non perfetto, è riuscito ad intrattenermi e a farmi amare ancora una volta il suo genere. I problemi ci sono stati, e anche gravi, ma il team ha lavorato costantemente per migliorare e, per certi versi, anche portare a conclusione l’opera arrivata sul mercato con ancora qualche angolo ancora da smussare.
In ogni caso, per chi ama il genere souls Mortal Shell 2 è un titolo che non può mancare nella propria libreria e che sarà certamente in grado di portarvi nuove sfide e nuove soddisfazioni.
Per concludere, non mi sento però di consigliarlo a novizi che si approcciano a questo mondo per la prima volta in quanto il ripido aumento di difficoltà potrebbe essere uno scalino molto alto da superare, se proprio, date un’opportunità al fratello, che alla fine non era poi così male.

8/10