Secondo trailer, boss, comprimari e sistemi di progressione

GPTRACK50 ha annunciato che Stupid Never Dies arriverà nell’autunno 2026 su PC via Steam e PlayStation 5. La comunicazione ufficiale include il rilascio di un secondo trailer, una nuova key visual che mostra tutti gli undici stili di Davy, e informazioni dettagliate sui boss del dungeon, i comprimari e i sistemi che strutturano l’esperienza al di fuori del combattimento.

Per chi non seguisse il progetto dall’inizio: Stupid Never Dies è un action RPG 3D single-player sviluppato da GPTRACK50, studio fondato a Osaka nel 2022 da Hiroyuki Kobayashi con un team di veterani che porta in curriculum Devil May Cry, Dragon’s Dogma e Resident Evil. Il protagonista è Davy, lo zombie di rango più basso nell’intera gerarchia del mondo dei mostri – codardo per natura, motivato da un obiettivo personale e quasi ingenuo: riportare in vita Julia, la donna umana congelata di cui si è innamorato a prima vista, e portarla finalmente a un appuntamento. Ne avevamo parlato in dettaglio a gennaio, dopo la rivelazione ai The Game Awards 2025, e di nuovo a marzo in occasione del primo trailer di gameplay, quando il progetto aveva iniziato a mostrare la sua struttura concreta.

Stupid Never Dies | Second Trailer

Gli undici stili di Davy

La nuova key visual raccoglie per la prima volta tutti gli undici stili disponibili tramite il sistema Style Eat, il meccanismo centrale che consente a Davy di divorare i nemici e assorbire le loro capacità trasformando il proprio corpo e il proprio approccio al combattimento. Li avevamo analizzati uno per uno nell’articolo sul primo trailer di gameplay, ma vederli raccolti in un’unica immagine chiarisce l’ambizione del sistema: Zombie, Werewolf, Harpy, Golem, Vampire, Will-o’-the-Wisp, Cyclops, Snow Fairy, Merfolk, Lich e Demon. Undici possibilità di combattimento, undici profili di gioco distinti.

I comprimari

Il secondo trailer introduce il cast dei personaggi che supportano Davy dall’esterno del dungeon. Non si tratta di semplici presenze narrative: ognuno gestisce un hub funzionale specifico, il che suggerisce una struttura di progressione più articolata di quanto i materiali precedenti lasciassero intuire.

Dr. Frank si definisce “suprema intelligenza dell’umanità”. Dal suo database “Jupiter Target” il giocatore può consultare gli stili acquisiti, i nemici sconfitti e le aree esplorate, e riscattare Enemy Statues, Pin, Badge, Sticker e altri oggetti in base ai progressi accumulati. È il punto di riferimento per la gestione della collezione.

Bessie è una zombie biker dal carattere deciso, che non tollerava ostacoli sulla strada in vita – né dalla polizia né dalla mafia. Ha il compito di riportare Davy in superficie dal dungeon sulla sua moto. Il suo hub si chiama “Bessie Burger”: qui il giocatore sblocca le Zombie Skills e ne aumenta la rarità, con effetti diretti sulle opzioni disponibili durante le sessioni nel dungeon.

Goyle è una statua di pietra incapace di muoversi autonomamente, ma dotata di chiaroveggenza e chiaraudienza. Dalla “Security Room” trasmette a Davy informazioni sul dungeon e, a sessione conclusa, mette a disposizione analisi dettagliate sull’ultima discesa – statistiche, materiali necessari per gli ordini al Bessie Burger, progressi verso le ricompense del database di Frank.

Acelino è un chihuahua-uomo – non un lupo mannaro, tiene a precisarlo – assistente del dottore, con una fama di donnaiolo. È responsabile del sistema Body Hack, la meccanica di personalizzazione fisica di Davy che avevamo già identificato nell’analisi del primo trailer come il secondo asse portante della progressione, complementare allo Style Eat. Il suo studio di tatuaggi si chiama “Ink on the Brain”: qui il giocatore sviluppa e gestisce l’OT Gear (Overtech Gear) e lo integra nel corpo di Davy.

Quattro hub, quattro funzioni distinte. La struttura che emerge è quella di un loop hub-dungeon-hub con una separazione chiara tra i sistemi attivi durante il combattimento e quelli che si gestiscono tra una sessione e l’altra.

I boss

I primi boss del dungeon costituiscono gli ostacoli che Davy dovrà affrontare per scendere più in profondità.

Afleet ha dimostrato fedeltà a KOM – il King of Monsters, il nemico comune che il gioco sembra costruire nel tempo come antagonista principale – bevendo le fiamme dell’inferno. Brucia dall’interno di un calore che non si esaurisce mai. Il suo equipaggiamento Overtech include un sistema avanzato di controllo gravitazionale, che usa tanto come arma quanto come… attrezzo ginnico.

Wyvern è un’avanguardia dell’esercito di KOM, incaricata della ricognizione ma tendente a dimenticare gli ordini e scatenare attacchi aerei senza preavviso. I suoi alleati si chiedono se il cranio sia vuoto per ragioni aerodinamiche. Iconico nell’immaginario araldico umano, ha resistito a lungo all’adozione dell’Overtech per paura di passare da “bestia classica” a “hypebeat” – ma, si legge nel press release, il progresso avanza.

Gli altri personaggi

Due figure in una sezione denominata, non senza ironia, “Other Characters Who Color Davy’s Adventure (?)” – il punto interrogativo non è accidentale – integrano questo quadro aggiornato.

Bob Dullahan è un vagabondo senza età, uno dei pochi che ha osato resistere quando KOM ha preso il potere – e ha pagato con la testa, letteralmente, divorata insieme al nucleo luminoso che la abitava. Canta di libertà con uno stile enfatico che non si preoccupa di piacere. Chi obietta alle sue esibizioni viene immediatamente classificato come nemico della libertà, e la maggior parte ha imparato ad accettarlo in silenzio.

Phoenix Zaza Hotfeathers ha il compito cosmico di smaltire i rifiuti prodotti dal metabolismo di Gaia, madre terra. Il suo approccio alla vita è di chi non è particolarmente toccato dalle cose: forse perché vicino all’enormità di Gaia ogni preoccupazione individuale sembra irrilevante. O forse, come suggerisce il testo ufficiale, è semplicemente un idiota.

Conclusioni

Stupid Never Dies uscirà su PC via Steam e PlayStation 5 nell’autunno 2026. Il gioco sarà in inglese, con sottotitoli in quattordici lingue – italiano incluso, insieme a francese, tedesco, spagnolo, giapponese, coreano, russo, polacco, spagnolo latinoamericano, portoghese brasiliano, cinese tradizionale e semplificato.

Con questo secondo trailer, Stupid Never Dies fa un passo significativo nella sua comunicazione. Dal teaser in forma di videoclip ai The Game Awards 2025 – di cui avevamo scritto qui sottolineando quanto quella scelta di presentazione fosse già una dichiarazione di intenti – al primo trailer di gameplay al Future Games Show di marzo, che aveva finalmente messo a fuoco sistemi e struttura – analizzato qui – il progetto ha costruito passo passo la propria identità.

Con questo materiale, il quadro si fa più fitto. I comprimari non sono più silhouette narrative ma funzioni di gioco ben definite. I boss hanno una loro storia interna, anche bizzarra. I sistemi si articolano in un loop che inizia a prendere forma concreta. E due personaggi dai contorni volutamente indefiniti – Bob Dullahan e Phoenix Zaza Hotfeathers – suggeriscono che il gioco abbia qualcosa in serbo che ancora non ha mostrato.

Manca ancora molto per sapere se queste premesse reggono sotto il peso di una sessione prolungata. Ma il modo in cui GPTRACK50 sta gestendo la comunicazione – misurata, progressiva, con una coerenza stilistica che si mantiene dal primo teaser – è già di per sé una forma di risposta.

Stupid Never Dies
Sono un'artista italiana che ha iniziato un po' tardi ad appassionarsi al mondo dei giochi ma che se ne è innamorata subito. Non sono una gran giocatrice e scelgo titoli che si adattino alle mie preferenze personali, ma posso apprezzare soprattutto i contenuti grafici e le soluzioni artistiche. Inoltre, sto imparando a conoscere anche tutte le affascinanti funzionalità del game development.