Dopo aver seguito da vicino l’evoluzione del progetto, dalla prima demo fino all’attuale Early Access, Realm of Ink è finalmente uscito e si sta rivelando una delle produzioni più interessanti nel panorama dei rogue-lite d’azione.
Sviluppato da Leap Studio, Realm of Ink prende chiaramente ispirazione da opere come Hades. Tuttavia, riesce a riprenderne con intelligenza le fondamenta, costruendo una propria identità stilistica e introducendo diverse idee originali.
Dal nostro primo articolo pubblicato a febbraio 2024 e dal secondo a settembre dello stesso anno, gli sviluppatori hanno dimostrato un notevole impegno nel perfezionare il gioco. Sono intervenuti su gameplay, bilanciamento, comparto artistico e contenuti. I miglioramenti apportati sono evidenti e contribuiscono a portare Realm of Ink alla sua versione definitiva.
Ora che è arrivata la versione 1.0, vediamo cosa è stato consolidato e cosa è stato aggiunto.
Per quanto riguarda la struttura di base su cui si regge, Realm of Ink prende soprattutto dal primo Hades, mantenendo una certa semplicità sia nella storia che nei combattimenti. Questi ultimi, nonostante i nemici siano aggressivi e ben diversificati, possono essere superati grazie a build davvero “rotte”.
Parleremo però di questo più avanti. Veniamo alla storia.
La storia: intrappolati in un libro
La storia, già discussa nei suddetti articoli, si svolge nel misterioso Realm of Ink, un mondo fantasy i cui abitanti ignorano di essere semplici creazioni di un’entità superiore. Guidati dallo Spirito del Libro, vivono inconsapevolmente all’interno di un ciclo prestabilito, seguendo un destino già scritto.
La protagonista Red, accompagnata dall’antica Scriptbound Fox e dal potere immortale del Fox Blood, intraprende un viaggio alla ricerca delle Ink Gems per scoprire la verità dietro il proprio mondo.
Proprio lo stile è una delle caratteristiche che contraddistingue Realm of Ink. Tutto il suo universo sembra essere stato creato a colpi di pennello. Ogni creatura e ogni abitante di questo regno sono figli dello Spirito del Libro e, per questo motivo, fatti d’inchiostro. Questo stile ci accompagna per tutti e quattro gli stage, chiamati capitoli proprio per enfatizzare il contesto narrativo.
La narrativa è volutamente semplice. Ho trovato interessante incontrare alcuni NPC dell’hub alla fine di una stanza: questi ci proporranno varie offerte. Alcune sono vantaggiose, altre estremamente potenti ma accompagnate da conseguenze da non sottovalutare. Conviene quindi ponderare bene le proprie scelte.
Ho scoperto anche che, in alcuni casi, troveremo nell’hub un NPC con una nuvoletta a forma di cuore. Accettando l’invito assisteremo a una breve sequenza in cui interagiremo con il personaggio. Onestamente non so se questi eventi siano casuali o se si attivino sotto determinate condizioni. Completare più run, esaurire i dialoghi oppure spendere monete potrebbero essere trigger validi. Resta il fatto che, nonostante i miei dubbi, si tratta di una buona idea.


Un hub centrale articolato
L’hub centrale rappresenta il cuore della progressione. Se nelle prime versioni appariva piuttosto essenziale, oggi si presenta molto più curato sia dal punto di vista estetico sia da quello funzionale.
L’hub è diviso in due piani: qui possiamo interagire con diversi NPC che fungono da archivio per collezionabili, statistiche e informazioni raccolte durante le partite. Non manca l’area di riposo per Momo, il nostro pet. Qui possiamo nutrirla con i drop lasciati dai boss principali. In questo modo Momo salirà di livello e sbloccherà nuove forme. Sarà inoltre possibile potenziarla ulteriormente, ottenendo nuove capacità che si riveleranno preziose durante le battaglie.
Nel secondo piano troviamo numerosi sistemi di progressione permanente. Tra questi spicca la Stele dei Talenti, composta da tre distinti rami dedicati rispettivamente all’offensiva, alla difesa e alla qualità delle ricompense ottenute. Investendo il Fox Blood accumulato durante le run è possibile sbloccare potenziamenti permanenti e abilità passive particolarmente utili.
È presente anche un pennello speciale che consente di aumentare il livello di difficoltà della partita in cambio di ricompense migliori, offrendo una sfida aggiuntiva ai giocatori più esperti. Attenzione però, perché proprio il bilanciamento soffre ancora di qualche problema. Si passa dal polverizzare in due secondi (non scherzo) un mid-boss al trovarne altri che si comportano come vere e proprie “spugne” assorbi-colpi.
Combat System: armi, pet e Ink Gem
Il gameplay rappresenta senza dubbio l’aspetto più riuscito dell’intera produzione.
Non vuole strafare, e questo gli permette di evitare passi falsi. Ci sono ancora alcune ingenuità e piccoli problemi, dovuti anche al fatto che si tratta dell’opera prima di Leap Studio. Tenendo conto di questo, Realm of Ink offre comunque molte opzioni per personalizzare il proprio personaggio.
Le Ink Gems continuano a rappresentare uno degli elementi cardine della costruzione delle build. Esistono in varie versioni e alcune risultano particolarmente potenti. Possono inoltre essere migliorate nella zona che precede il mid-boss e il boss. Queste gemme accumulano energia durante l’utilizzo e, una volta caricate, scatenano attacchi devastanti che possono ribaltare completamente le sorti di uno scontro.
Ogni personaggio possiede un’arma unica, caratterizzata da meccaniche specifiche che obbligano il giocatore a modificare continuamente il proprio approccio. Alcune si basano su combo veloci, altre su attacchi caricati o particolari interazioni che premiano una gestione più tecnica degli scontri.
Le nove armi disponibili risultano sorprendentemente varie e originali, evitando la sensazione di trovarsi davanti a semplici variazioni estetiche.
Sbloccare un’arma equivale a sbloccare un nuovo personaggio, che porta con sé un modo completamente diverso di affrontare il gioco. Nonostante ciò, a livello narrativo saremo sempre nei panni di Red. I personaggi sono undici in totale e possono essere sbloccati tramite i Jade Ink, drop unici dei boss principali.
Anche Momo beneficia di una maggiore rilevanza in combattimento. Grazie alle Ink Gem, Momo cambia sia aspetto sia abilità, ereditando le proprietà delle gemme equipaggiate. A seconda delle sinergie create, può persino ottenere un attacco finale che, in base alla forma assunta, può risultare più o meno utile.


Progressione
Smantellare le Ink Gem serve a ottenere materiali utili per migliorarle. Le Gem, infatti, oltre a possedere abilità attive, forniscono anche bonus passivi che migliorano le caratteristiche primarie e secondarie del personaggio. Migliorarle significa quindi potenziare l’intera build.
Possiamo inoltre trovare i Curio, tra i potenziamenti più interessanti del gioco, anch’essi suddivisi per rarità. Attenzione però a scegliere con cura, perché anche un Curio di rarità elevata può rivelarsi inutile. Il nostro personaggio possiede infatti caratteristiche primarie (come forza, danno, bonus ai danni, danno %, velocità e così via) e secondarie. Queste ultime comprendono effetti di stato, curse ed effetti ad area. Di conseguenza, anche un Curio leggendario può risultare poco utile se potenzia una caratteristica secondaria che non stiamo utilizzando. Esistono inoltre Curio corrotti, che offrono un enorme potere a fronte di un costo altrettanto elevato.
A tutto questo si aggiungono gli Elixir, che aumentano in percentuale le nostre statistiche.
Non esitate a distruggere l’ambiente circostante. Potreste ottenere degli orb che, una volta raccolti, svolgono una funzione simile a quella degli Elixir.
Interessante anche il sistema di evoluzione delle armi: una volta sconfitto il boss principale di uno stage, possiamo ottenere potenziamenti che modificano radicalmente lo stile di combattimento, aumentando ulteriormente le possibilità di personalizzazione.


Boss e combat system
Uno dei miglioramenti più evidenti di Realm of Ink riguarda il comparto artistico e il level design.
Anche il combat system ha beneficiato di importanti miglioramenti. Gli sviluppatori hanno lavorato sulla leggibilità degli scontri, riducendo la confusione a schermo e rendendo più chiari effetti, danni nel tempo e sinergie tra Ink Gems e Perk. Il risultato è un gameplay più pulito e soddisfacente. Purtroppo, nelle situazioni più caotiche, i nostri effetti ad area possono ancora coprire gli indicatori degli attacchi nemici. Mostrare la traiettoria o l’area d’impatto degli attacchi è sicuramente una buona scelta, ma quando i nemici sono numerosi (e particolarmente aggressivi) ci si può comunque trovare spiazzati.
Gli ambienti sono stati completamente rivisitati, arricchiti da dettagli, nuove animazioni e cutscene che contribuiscono a dare maggiore personalità al mondo di gioco.
Particolarmente riusciti sono proprio i boss. Oltre a essere visivamente spettacolari, possiedono pattern ben studiati e generalmente leggibili. Alcuni scontri includono persino dialoghi dinamici che approfondiscono il lore durante la battaglia, un dettaglio che dimostra la cura riposta dagli sviluppatori nella costruzione del mondo di gioco.
Gestione dell’end game
Realm of Ink presenta un end game non particolarmente articolato, ma comunque funzionale.
Oltre alla sfida di completare il gioco con undici personaggi diversi, sono presenti vari livelli di difficoltà. Con l’aumentare di quest’ultima, però, senza una build particolarmente efficace ci si ritrova a faticare contro boss dotati di enormi quantità di punti ferita. Inoltre, alcune armi e build risultano meno efficaci contro determinati scontri, ma questo non rappresenta necessariamente un difetto. Ogni arma possiede infatti il proprio livello di sfida e richiede un approccio specifico.
Anche i Fox Blood, utili per potenziarsi alla stele, una volta completate le abilità hanno un’altra funzione. Ad ogni inizio di partita possiamo acquistare uno dei Curio sbloccati e una Ink Gem, sempre al costo di quest’ultimi.
Una volta completata una run, parlando con il personaggio che conserva lo storico delle partite, è possibile accedere a una modalità endless. Si tratta di un’arena che porta progressivamente la sfida a livelli molto elevati, mettendo realmente alla prova il giocatore.
Le sinergie tra armi, Ink Gem e Curio sono numerose e permettono di sperimentare a lungo. Trovare la build perfetta e devastante è appagante, ma lo è altrettanto provare nuove strategie e combinazioni.


My two cents
Realm of Ink è un titolo che dimostra grande potenziale. Le sue influenze sono evidenti, ma il team è riuscito a costruire qualcosa che va oltre la semplice imitazione, introducendo meccaniche interessanti, un’identità artistica riconoscibile e una struttura di progressione estremamente coinvolgente.
Naturalmente non tutto è perfetto. Nelle fasi più avanzate, soprattutto negli ultimi stage, la quantità di effetti e nemici presenti a schermo può ancora compromettere la leggibilità degli scontri. Alcuni attacchi ad area risultano poco chiari e il boss finale presenta momenti particolarmente aggressivi che possono generare situazioni frustranti.
Al netto di questi difetti, Realm of Ink poggia già su fondamenta estremamente solide. Il gameplay è appagante, la varietà delle build è elevata, il sistema di progressione funziona anche senza dare una sfida eccessiva
Se siete appassionati di rogue-lite d’azione e cercate un’alternativa ad Hades 2, Realm of Ink fa sicuramente è un buon prodotto da giocare.
Realm of Ink
PRO
- Direzione artistica originale e molto curata
- Combat system divertente e ben strutturato
- Grande varietà di build e personalizzazione
- Buona rigiocabilità grazie a personaggi, armi e difficoltà differenti
CON
- Bilanciamento ancora altalenante
- Leggibilità degli scontri non sempre ottimale nelle situazioni più caotiche
- End game piuttosto semplice e poco profondo
