Opera prima di Sad Cat Studios, Replaced finalmente si mostra a noi: un’opera dal grande impatto visivo che purtroppo si perde nella sua struttura di base. 

Quando abbiamo provato la demo, Replaced ha mostrato una forte estetica unita a un grande uso della pixel art, aggiungendo a questo una regia che esalta la storia e che raramente si vede in un’opera videoludica.
Un gioco che basa una buona parte dell’esperienza sulla narrativa e sull’immersività, dove il gameplay diventa un mezzo per spezzare la tensione e dare ritmo al gioco.

Già dall’articolo che ho scritto sulla demo nutrivo alcuni dubbi. Ecco quello che scrissi:
“Al netto di questo, mi aspetto un gioco relativamente breve, con una storia intensa e una buona gestione delle varie fasi. Infatti, aumentare la longevità di questi titoli spesso li espone a critiche sulle meccaniche e sulle debolezze.”

E purtroppo è andata così.

L’idea di ritmo su cui Replaced si fonda, cioè scandire senza pesantezza le sezioni di gameplay con quelle narrative, non funziona al meglio. Anche la meccanica base del combattimento purtroppo mostra il fianco, soprattutto nella seconda metà.
Questi problemi non rendono fortunatamente Replaced un titolo insufficiente, ma minano in parte ciò che c’è di buono.

Analizziamo questo titolo.

Una narrativa e un’estetica di valore.

Replaced fa del lato narrativo ed estetico la sua forza. Per quanto la storia non sia nulla di eccezionale, è ben scritta, con alcuni colpi di scena di buon effetto. La trama è fortemente ispirata all’estetica e ai cliché già consolidati in altri media del genere.

Il setting è quello cyberpunk e post-apocalittico: un’America distopica di fine anni ’80 con un’impostazione retro-futuristica. Abbiamo i classici ambienti sotterranei, suburbani e cittadini, dove il mondo è controllato dalle corporazioni e i superstiti vivono in città-fortezza. I più sfortunati, invece, vivono ai margini di esse.

In questo contesto, R.E.A.C.H. è un’intelligenza artificiale intrappolata suo malgrado in un corpo umano. Il suo obiettivo è quello di scoprire i piani della Phoenix Corporation, la stessa che ha creato il protagonista.
Per scoprire la verità, R.E.A.C.H. intraprende un viaggio durante il quale incontrerà diversi personaggi. Grazie alle interazioni con questi, imparerà a comprendere meglio la natura umana.

Alcuni di questi personaggi sono ben scritti e memorabili; altri sono più stereotipati, ma non rovinano l’esperienza del racconto.
L’avventura si muove attraverso diversi ambienti in cui possiamo anche compiere scelte morali. Attenzione: non sembra che queste scelte portino a finali alternativi. La narrativa di Replaced appare infatti molto story-driven, con un finale non troppo scontato e dal sapore dolceamaro.

La narrazione avviene sia attraverso la progressione del gioco sia tramite la raccolta di documenti sparsi nei livelli. La bravura nella pixel art e la competenza registica di Sad Cat Studios regalano momenti davvero suggestivi.
Per approfondire la lore e comprendere meglio alcuni eventi, dobbiamo affidarci al dispositivo Wingman2, grazie al quale possiamo scannerizzare documenti, foto e persino brani musicali.

La pixel art

Il fiore all’occhiello di Replaced è evidente: raramente si vedono giochi in pixel art moderna così ben realizzati.
La grafica riesce a mescolare una pixel art di alto livello in 2.5D con una visuale “cinematografica”. La telecamera, infatti, non è fissa come nella maggior parte degli action, ma si muove. Il giocatore non ha il controllo su di essa: ruota leggermente e si inclina, come a sottolineare ciò che sta inquadrando. Inoltre, la visuale si allarga o si avvicina a seconda della sequenza.

La cura dei movimenti di camera e delle angolazioni regala momenti cinematografici convincenti e ben realizzati. La palette di colori è di grande effetto e rende credibile ogni ambiente.
Tuttavia, in alcuni casi, questa estetica, in particolare i giochi di luce, può influenzare negativamente l’esperienza di combattimento.

Da segnalare anche l’attenzione ai dettagli a schermo: l’uso intelligente del parallasse e dei diversi piani prospettici rende l’esperienza ancora più immersiva. Gli scenari sono ricchissimi di dettagli e particellari, con una cura quasi maniacale. Tutto questo contribuisce a raccontare silenziosamente l’ambiente, rendendo Replaced una piccola gemma.

Audio e colonna sonora sono minimalisti ma efficaci. I synth anni ’80, insieme ad altri strumenti, creano un’atmosfera malinconica e disperata, esaltando il senso di alienazione delle persone che abitano questo mondo decadente.

Il gameplay e il combat system

È proprio qui che Replaced mostra le sue debolezze. A differenza di narrativa ed estetica, la componente ludica non è allo stesso livello.

Le fasi platform e stealth sono piuttosto standard e, alla lunga, ripetitive. Il gioco prova a introdurre elementi per arricchirle, ma ci si trova spesso davanti alle stesse situazioni per gran parte dell’avventura.
In questo senso, l’eccessiva durata mette in evidenza la semplicità di queste sezioni, cosa che vale anche per il combat system.

L’esplorazione serve anche a trovare segreti e potenziamenti utili per proseguire.

Il sistema di combattimento, a differenza del platform, presenta problemi strutturali. Si svolge in 2D e, quando i nemici aumentano, emergono le criticità: gli avversari si sovrappongono e si confondono, anche a causa di soluzioni cromatiche che non sempre aiutano a distinguere il protagonista.

Replaced offre diverse abilità e una discreta varietà di nemici, ciascuno con strategie specifiche per essere sconfitto. Sulla carta funziona, ma l’esecuzione è problematica, soprattutto nella seconda metà.
Le animazioni lente e sceniche del protagonista non si sposano bene con la quantità e l’aggressività dei nemici. Capita spesso di subire colpi durante le animazioni, senza possibilità di difendersi. Alcune azioni hanno un forte commitment che lascia il giocatore esposto, e anche l’uso della pistola, potenzialmente molto utile, risulta penalizzato da una scarsa responsività dei controlli.

Un vero peccato, perché il combat system, sia esteticamente sia a livello concettuale, sembra aver ricevuto meno attenzione rispetto al comparto tecnico.

Interessante invece l’Hub che si sblocca a un certo punto del gioco, un luogo in cui è possibile accedere a missioni secondarie.

My two cents

Replaced è un prodotto bellissimo da vedere e da provare, ma scricchiola sul lato gameplay. Si passa dalla semplicità (che non è necessariamente un difetto) delle fasi platform alle problematiche strutturali del combattimento.

Il mio rapporto con il gioco è stato quindi di amore e odio: momenti emozionanti che strappano un “wow” si alternano ad altri più frustranti.
La narrativa è interessante e la presenza di missioni secondarie è apprezzabile, ma anche queste soffrono di una certa lentezza generale.

Replaced è pensato come un’avventura compassata, da godersi con calma, e anche il movimento del personaggio riflette questa scelta. Tuttavia, ciò potrebbe disincentivare alcuni giocatori, anche perché la struttura generale e le quest secondarie risultano, alla lunga, monotone.

Alcune meccaniche e imperfezioni sembrano richiamare giochi della seconda metà degli anni ’90.

Al netto di tutto, Replaced rimane un titolo incredibilmente affascinante, che però non può ambire a un voto alto a causa delle ingenuità di gameplay tipiche di un team alla prima esperienza.
Nonostante questo, mi sento comunque di promuoverlo e consigliarlo agli appassionati del genere cyberpunk: difficilmente ne rimarranno delusi, anche considerando il prezzo contenuto, intorno ai 20 euro.

Replaced

“Replaced è un prodotto bellissimo da vedere e da provare, ma scricchiola sul lato gameplay. Si passa dalla semplicità (che non è necessariamente un difetto) delle fasi platform alle problematiche strutturali del combattimento. Il mio rapporto con il gioco è stato quindi di amore e odio: momenti emozionanti che strappano un “wow” si alternano ad altri più frustranti. La narrativa è interessante e la presenza di missioni secondarie è apprezzabile, ma anche queste soffrono di una certa lentezza generale. Replaced è pensato come un’avventura compassata, da godersi con calma, e anche il movimento del personaggio riflette questa scelta. Tuttavia, ciò potrebbe disincentivare alcuni giocatori, anche perché la struttura generale e le quest secondarie risultano, alla lunga, monotone. Alcune meccaniche e imperfezioni sembrano richiamare giochi della seconda metà degli anni ’90. Al netto di tutto, Replaced rimane un titolo incredibilmente affascinante, che però non può ambire a un voto alto a causa delle ingenuità di gameplay tipiche di un team alla prima esperienza. Nonostante questo, mi sento comunque di promuoverlo e consigliarlo agli appassionati del genere cyberpunk: difficilmente ne rimarranno delusi.”

PRO

  • Pixel art straordinaria e regia cinematografica di alto livello
  • Ambientazione cyberpunk affascinante e ben costruita
  • Narrativa solida, con buoni momenti e ottima atmosfera

CON

  • Gameplay poco rifinito e ripetitivo
  • Combat system problematico e a tratti frustrante
  • Ritmo non sempre bilanciato e poca incisività delle scelte
SCORE: 7

7/10

Sono un musicista (pianista), un nerd e un amante di lunga data di manga. Sono nato come videogiocatore grazie ad una copia di Pitfall per Atari 2600 (1982), e così sono cresciuto di pari passo al mio medium preferito fino ai giorni nostri. In seguito ho cominciato ad interessarmi anche a cosa c'è dietro al prodotto finale, alla sua struttura e ciò che accade dietro le quinte del mondo del gaming.