Dopo il successo di Vampire Survivors, Poncle e Nosebleed Interactive fanno di nuovo centro con Vampire Crawlers: un dungeon crawler deck builder con elementi roguelite entusiasmante.
Era il 2022 quando Vampire Survivors fece il suo ingresso nel mondo dei videogiochi. Grafica retrò a 8 bit, gameplay semplice e non particolarmente profondo, ma capace di divertire e creare dipendenza nel giocatore. Un gioco action/arcade con elementi roguelite e una forte componente survival da bullet hell. Anzi, possiamo addirittura definirlo un bullet heaven. Il termine deriva dalla mole di proiettili presenti a schermo che il nostro personaggio spara, invece di schivare.
Oltre a questo, il titolo si distingue per il suo stile quantomeno originale e fuori dagli schemi.
Sotto la direzione di Luca Galante, Vampire Survivors porta con sé un ecosistema di personaggi, oggetti e potenziamenti che attingono dalla cultura underground italiana.
Meme, modi di dire, giochi di parole e citazioni al trash pop e televisivo costituiscono il fulcro stilistico dell’opera.
Sorridevo quando vedevo streamer stranieri pronunciare sguaiatamente i nomi dei personaggi e degli oggetti, ignorandone il significato.
Al di là di questo, Vampire Survivors è un titolo solido che ha beneficiato dei suoi DLC, soprattutto perché soffriva di una certa ripetitività sul lungo periodo.
Vediamo ora come Vampire Crawlers cambi letteralmente le carte in tavola pur restando fedele al suo stile.
Un successore spirituale
Vampire Crawlers può, per l’appunto, definirsi un erede spirituale della lore di Vampire Survivors. Laddove il primo titolo soffriva di una certa scarsità di contenuti (prima dei DLC), Vampire Crawlers arricchisce l’esperienza attingendo e mescolando diversi generi.
Innanzitutto la visuale passa dal top-down 2D alla prima persona. Sarà il giocatore stesso a immergersi in quell’immaginario pienamente ereditato dalla serie precedente. Infatti ambientazioni, personaggi, oggetti e mostri sono quasi tutti ripresi da Survivors. Chi ha amato il primo titolo avrà delle belle sorprese e, al tempo stesso, si sentirà come a casa.
Come detto in precedenza, non cambia solo la visuale, ma anche lo stile di gioco. Vampire Crawlers mescola l’essenza del classico dungeon crawler con elementi da deck builder. Grazie al nostro mazzo, espandibile e migliorabile durante l’avventura tramite l’elemento roguelite, attacchiamo le schiere di nemici che ci si parano davanti. Inoltre, il gioco aggiunge una componente più marcata di pianificazione e gestione delle build e dei potenziamenti.
Un’ultima assonanza con lo spirito di Vampire Survivors rimane il gameplay nudo e puro. Vampire Crawlers non si perde in fronzoli e non vuole raccontare chissà quale trama articolata: vuole divertire con un gameplay immediato, appagante e veloce, sia nei tempi di gioco sia nella durata delle partite.


Andiamo più a fondo: hub centrale e Crawlers
L’esperienza proposta da Vampire Crawlers pone le basi sull’esplorazione dei dungeon. Prima di partire per la mappa del mondo è consigliabile spendere del tempo nell’hub di gioco. In quest’area possiamo accedere a diverse strutture, alcune delle quali si sbloccano raggiungendo determinati obiettivi.
Abbiamo la taverna dei Crawlers, nella quale scegliamo il nostro eroe, ognuno dotato di un deck specifico e di abilità attivabili attraverso una carta personaggio. Come da tradizione, i Crawlers possono essere sbloccati soddisfacendo determinate condizioni, arricchendo sempre di più la varietà del gameplay.
Sbloccate il prima possibile il potenziamento che aumenta il numero di Crawlers da portare nell’avventura. Una volta raggiunto il livello massimo, possiamo scegliere fino a tre Crawlers, così da ottimizzare le sinergie tra le abilità passive.
Non manca l’edificio dedicato ai potenziamenti globali, migliorabili utilizzando il denaro ottenuto in partita.
Vi consiglio di leggere attentamente la lista della sala dei trofei, perché spiega come raggiungere obiettivi utili a sbloccare personaggi e carte. In Vampire Crawlers ogni achievement porta a una ricompensa in game.
Più avanti nell’hub appariranno il fabbro, il gioielliere e la tenda dei tarocchi.
Il fabbro permette di aggiungere uno slot gemma a una carta, mentre il gioielliere aumenta o diminuisce la rarità di determinate gemme. Ovviamente il nostro obiettivo sarà rendere più comuni le gemme più forti, così da trovarle più frequentemente.
Infine, nella tenda dei tarocchi scegliamo una delle carte piacentine, che fornirà un bonus fisso per tutta la partita. Anche queste ultime si sbloccheranno soddisfacendo determinati requisiti.


Carte e dungeon
Entriamo nel cuore del gameplay: i dungeon e il sistema di carte.
La mappa del mondo presenta diverse aree, ciascuna contenente vari dungeon strutturati in livelli. Ogni livello è costruito proceduralmente e contiene punti di interesse che servono al giocatore per migliorare le proprie carte o le caratteristiche del personaggio. Alla fine di ogni livello c’è un boss che, una volta sconfitto, permette di accedere a quello successivo.
Oltre a completare il dungeon, avremo anche sfide e compiti da portare a termine al suo interno, come sconfiggere creature speciali. Non mancano, ovviamente, le bare da recuperare che, una volta completata la relativa sfida, sbloccheranno nuovi personaggi e altre ricompense.
Durante l’esplorazione possiamo imbatterci in forzieri e altri oggetti che aumentano il potere delle carte.
Ci muoviamo in prima persona all’interno di un sistema a griglia, nel quale possiamo spostarci nei quattro punti cardinali e ruotare la visuale di 90°. A schermo sono presenti punti ferita, mana e percentuali delle caratteristiche passive incrementate.
Qui entra in gioco il sistema di carte, suddivise in colori differenti che rappresentano attacco, potenziamenti, aumento del mana e armatura.
Le carte hanno un costo in mana, che rappresenta anche il loro punteggio combo. Giocarle in ordine crescente ne aumenta efficacia e potenza. Per questo motivo è sconsigliato usare subito una carta forte: conviene prima costruire la combo per sfruttarne al massimo gli effetti.
Avere molte carte è un vantaggio: permette di creare più combo e di potenziarle. Come nel suo predecessore, possiamo fondere alcune carte, solo in determinate circostanze, per creare versioni più potenti.



Il combattimento
Come prevedibile, il sistema di combattimento è a turni. I nemici sono letteralmente schierati davanti a noi e attaccano solo quelli in prima linea. La nostra esigenza sarà quindi distruggere la prima fila il più velocemente possibile, così da impedire agli avversari di attaccare.
Diverso è il comportamento dei boss e dei nemici élite: le loro azioni sono dinamiche e non aspettano necessariamente la fine del turno.
I boss hanno un cerchio con vari occhi sopra di loro. Ogni volta che termina il turno o si gioca una carta, uno degli occhi si apre. Quando si aprono tutti, il boss esegue un’azione.
Può attaccare oppure inserire nel nostro mazzo delle carte “spazzatura”, che ostacolano la costruzione delle combo. Questo implica che i boss possano attaccare durante il nostro turno o compromettere le nostre strategie. Per affrontare al meglio questa meccanica, il giocatore deve imparare a gestire il sistema degli occhi e amministrare con attenzione le proprie risorse.
My two cents
Vampire Crawlers è un ottimo sequel spirituale del suo predecessore.
Nonostante io non sia un grande amante del genere deck building, il gioco è riuscito a rapirmi. Merito anche della velocità e della scorrevolezza del gameplay: le partite sono rapide e soddisfacenti. Anche dopo una sconfitta, il giocatore non rimane a mani vuote e ottiene sempre risorse utili per migliorarsi.
Rispetto al suo predecessore, aumenta il livello di strategia e profondità, pur mantenendosi accessibile. Riesce a motivare e incentivare la rigiocabilità: una run tira l’altra. Può capitare di pensare di fare solo una partita, per poi rendersi conto di aver passato parecchie ore davanti allo schermo.
Proprio questa semplicità, però, rischia di appiattire la sfida per i giocatori veterani del genere. In ogni caso, la quantità di personaggi e segreti da sbloccare vi terrà impegnati e divertirà per parecchie ore.
In conclusione, Vampire Crawlers è un titolo più che valido, che costruisce la propria esperienza su un gameplay granitico e puro. Il gioco riprende la filosofia del suo predecessore: offrire un’esperienza arcade di qualità senza prendersi troppo sul serio.
Infatti, lo stile ironico e scanzonato la fa da padrone anche in questo caso.
Che altro dirvi? Andatelo a giocare.
Vampire Crawlers
PRO
- Gameplay rapido e assuefacente
- Ottima fusione tra deck builder e dungeon crawler
- Alta rigiocabilità
CON
- Può risultare ripetitivo alla lunga
- Sfida non elevatissima per i veterani
