Uno spaventoso ma allo stesso tempo tenero viaggio nella tradizione folkloristica scandinava.

Bramble: The Mountain King, sviluppato da Dimfrost Studio e pubblicato da Merge Games, è l’ennesimo prodotto in cui il protagonista è un bambino senza particolari abilità fisiche, ma armato di coraggio e purezza d’animo, e questo di certo non è un male. Un personaggio bello, buono e coraggioso fa sempre presa all’interno di una storia.

Olle, dunque, è bello, buono e coraggioso. Un po’ claudicante, forse, e sicuramente fragile, ma agile al momento giusto e a tratti ingegnoso, ma soprattutto, non è uno che ha paura di sporcarsi.

Una notte Olle esce dalla sua stanza da letto, passando per la finestra, per seguire la sorella maggiore. Riesce a raggiungerla e per un po’ passeggiano spensierati, ma ad un certo punto, la sorella viene rapita da un troll e qui inizia l’avventura.

Lo scopo di Olle è salvare la sorella, ma per arrivare alla punta della serie di eventi concatenati, il ragazzo dovrà affrontare dure prove e soprattutto farà da espediente per arrivare a conoscere le storie di queste figure oscure e pericolose, che intralciano il cammino di Olle.

E qui inizia la parte più legata al tema del folklore nordico. Ogni villain che Olle affronta ha una storia che viene raccontata attraverso un libro illustrato.

Questo approfondimento dei personaggi, che si muovono in contesti storici, quasi mitologici, in quella stessa terra in cui ora si trova Olle, l’ho trovato uno dei punti di forza di questo videogioco ed è ciò che intendo trattare principalmente in questa recensione.

I personaggi

In Bramble ci sono diversi personaggi che vale la pena trattare, come ho detto, sono l’aspetto più interessante di questo videogioco. Sono caratterizzati bene, sia a livello narrativo che grafico.

Oltre a Olle e alla sorella, Lillemor, uno dei “buoni” è Lemus, un troll di pietra che di solito aiuta Olle nel suo percorso. Ci sono gli gnomi, che sono piuttosto fastidiosi, in realtà. Poi ci sono i troll cattivi, in carne e ossa.

Il primo a romperci le scatole, infatti, sarà proprio un troll, il Macellaio, che ci costringerà a camminare nei peggiori liquami.

Tuttavia, i veri personaggi, sono i boss contro cui Olle si dovrà scontrare alla fine di ogni percorso.

Näcken lo abbiamo conosciuto con la demo, e già la sua storia ci aveva conquistato. Un povero uomo che veniva bullizzato, quando l’unica cosa che desiderava fare era suonare il suo violino e amare la sua ragazza.

La parte dedicata a Kärrhäxan è forse quella più inquietante, in cui Olle farà di tutto per cercare di salvare un neonato destinato ad essere sacrificato, senza riuscirci.

Già il nostro primo incontro con questa creatura è abbastanza traumatico. Olle esce dal bosco, utilizzando per la prima volta la luce che gli verrà donata da Tuva (ci torniamo dopo) e si trova di fronte ad una palude, controluce in un crepuscolo suggestivo e macabro allo stesso tempo. Ai margini dell’acqua c’è una figura legata ad una croce, che a un certo punto ci osserverà con il suo occhio inquietante.

Un personaggio molto carismatico è senza dubbio Skogsrået (Skosgra), un’altra creatura infuriata e vendicativa, che si nutre dell’oscurità, come i suoi “colleghi”. La storia che c’è dietro questo personaggio è forse tra le più affascinanti, e vale la pena usare le parole scritte nelle pagine del libro in cui si parla di lei:

“Sorgeva un tempo un pacifico villaggio nei pressi di una grande foresta. Una notte, gli abitanti scorsero una bellissima donna dai lunghi capelli neri che li osservava fra le tenebre.

La donna si ripresentò a ogni luna piena.

Alcuni uomini decisero di seguirla nella foresta. Alcuni di essi non fecero mai più ritorno.

Quelli che tornarono indietro avevano perso il senno.

Dopo qualche tempo, gli abitanti del villaggio ne ebbero abbastanza. Catturarono tutte le giovani donne dai capelli neri e le processarono per stregoneria.

Iniziarono a giustiziarle, sperando di trovare la vera colpevole. Eppure, gli uomini continuavano a sparire ad ogni luna piena.

Gli abitanti del villaggio, sempre più disperati, diedero fuoco a una vasta area della foresta nella speranza di trovare la bellissima donna dallo strano potere, ma senza risultato.

Bramble: The Mountain King

Gli abitanti del villaggio avevano smarrito la ragione. Avevano ucciso le loro stesse madri, le loro stesse figlie. Avevano bruciato più foresta di quanta ne avevano sfruttata per le loro

risorse.

Poi, una notte, quando la luna brillava al suo massimo splendore, cinque uomini coraggiosi decisero di far giustizia con le proprie mani. Indossarono i loro mantelli e si recarono nella foresta bruciata, per dare la caccia alla donna dai capelli neri.

Dopo qualche tempo la videro; in piedi nel bel mezzo di una radura. Gli uomini ne furono immediatamente ammaliati e la seguirono nel cuore più nero della foresta.

La donna era un mutaforma che replicava ciò che gli uomini desideravano vedere, per adescarli. Quando questi si facevano abbastanza vicini da toccarla, si trasformava in una

creatura mostruosa.

La creatura squarciò i loro petti e appese i loro corpi agli alberi, spillando degli strani poteri dai loro cuori ancora pulsanti. Nessuno li avrebbe mai più rivisti…”

Bramble Re Nils

La lotta alle streghe è un tema molto forte in questa narrazione, e culminerà con la storia del re della montagna Nils Holgerson, vero protagonista di questa storia, scritta da Edvard Grieg e da cui la Dimfrost Studio ha tratto ispirazione.

Bramble Pesta
Pesta

A questi personaggi viene data una voce per urlare e così urlano il loro dolore talmente forte, da distruggere tutto. È interessante questo aspetto della dignità e l’importanza che la Dimfrost Studio ha dato a questi “cattivi” della storia. Tramite Olle, scopriamo il loro triste passato e ci rendiamo conto che sono state delle povere vittime.

Un personaggio fondamentale che si presenta dopo la disavventura con Nacken è Tuva, una creatura che può ricordare una fata, biondissima, come Olle. Lei lo accoglie e lo conforta, dandogli infine un’arma molto potente, la luce, con cui potrà affrontare i pericoli, come i rovi e i nemici e scacciare l’oscurità.

Bramble Tuva

L’importanza della regia

Nell’articolo in cui abbiamo trattato la demo, avevo posto già l’attenzione su quella che pare essere tra i protagonisti di questo videogioco, ovvero la regia.

La Dimfrost Studio ha fatto un lavoro mirato, a dare particolare spazio all’espressione cinematografica del videogioco, fino a far fare alla camera una rotazione.

Ma non solo, verso la fine del gioco, credo che alcuni riferimenti grafici siano ripresi dall’espressionismo tedesco, come già visto in altri autori scandinavi, e in questo caso mi riferisco al caleidoscopio e a tutto il trip mentale causato da Pesta.

La regia aiuta a capire il percorso, un po’ come la luce di Olle, insomma, ci fa da guida, ma vuole anche essere notata per i suoi virtuosismi.

Bramble: The Mountain King - Short Gameplay Trailer

Conclusioni della recensione

Nella demo che abbiamo provato prima dell’uscita del gioco, i rovi non erano presenti, dunque si poteva solo supporre che prima o poi avrebbero avuto un ruolo importante, e in effetti è così.

È come se tutte queste storie fossero intrecciate tra loro in maniera malsana, un intreccio che si manifesta in questi rovi, governati da un bel fiore.

In questa recensione, non ho approfondito tutti gli scenari e la narrazione nella sua completezza, perché vorrei limitarmi a dare un quadro generale di quest’opera e invogliare eventualmente chi legge a provare il gioco, perché in sostanza merita molto. Ha le sue peculiarità.

Sul gameplay nemmeno mi soffermo, perché è piuttosto basilare, e come già detto nel mio precedente articolo, ricorda molto le meccaniche di Limbo e Inside.

Alcuni bug da segnalare ci sarebbero, ma per lo più si sono verificati alla morte di Olle, facendo impazzire il rigging del personaggio.

A tratti si è verificato un fastidioso disallineamento dell’audio, inizialmente imputato a un possibile quick resume di Xbox, problema che, anche dopo il riavvio della console, non si è risolto.

E voi avete riscontrato questo problema anche nelle altre edizioni? Fatecelo sapere nei nostri social!

Bramble: The Mountain King merita per la cura che è stata posta nel realizzarlo, e per la peculiarità di uno scenario affascinante e suggestivo, come quello folkloristico scandinavo.

Ma più di tutto merita per loro: Nacken, Skosgra, Nils e compagnia cantante.

Le loro storie meritano di essere ascoltate.

Bramble: The Mountain King

“Bramble: The Mountain King merita per la cura che è stata posta nel realizzarlo, e per la peculiarità di uno scenario affascinante e suggestivo, come quello folkloristico scandinavo. Ma più di tutto merita per i suoi personaggi. Forse di durata un po’ troppo breve.”

PRO

  • Cura e meticolosità nella narrazione e nella grafica
  • Ambientazione e storia suggestive

CON

  • Durata un po’ troppo breve
  • Alcuni bug
SCORE: 8.3

8.3/10

Sono un'artista italiana che ha iniziato un po' tardi ad appassionarsi al mondo dei giochi ma che se ne è innamorata subito. Non sono una gran giocatrice e scelgo titoli che si adattino alle mie preferenze personali, ma posso apprezzare soprattutto i contenuti grafici e le soluzioni artistiche. Inoltre, sto imparando a conoscere anche tutte le affascinanti funzionalità del game development.