Aiutiamo Scary a far tornare trendy le sue meravigliose caramelle di Halloween.

Death or Treat - Release Date Trailer

Death or Treat è un hack & slash action-roguelite in 2D, sviluppato da Saona Studios e prodotto da Perp Games, uscito l’11 Maggio 2023 su PS5 e PC e in arrivo anche per Xbox, PS4 e Switch.

Questo giovane roguelite è kawaii tanto quanto i suoi predecessori Ori e Hollow Knight, ma molto più irriverente. Abbiamo una sorta di summa degli stereotipi dell’età contemporanea di internet, fatto di social, influencer e meme che vedremo man mano che ci addentreremo nell’ HallowVerse.

Già dal titolo (Morte o Scherzetto), per quanto riadattato al contesto e alla narrazione del gioco, si capisce che gira tutto intorno al tema “halloween”, motivo per cui avremo tra i personaggi zucche, fantasmi, scheletri, streghe e quant’altro.

Death or Treat HumbleVillage

Death or Treat sembra sorto dalle ceneri: quelle dei suoi personaggi ultraterreni e quelle dei più famosi social, il cui declino pare venga pronosticato proprio qui. Ma quest’ultima interpretazione prendetela con le pinze, dato che è una nostra personale idea.

L’ironia e la provocazione sono il cuore pulsante di questo videogioco, ma al di là di ciò, tecnicamente, soprattutto a livello grafico, è realizzato molto bene.

D’altronde la Saona Studios, team di animazione e indie spagnolo, ha oltre 25 anni di esperienza nello sviluppo di giochi collettivi, in cui l’obiettivo principale è offrire al giocatore grandi avventure con uno stile narrativo e grafico sempre diverso.

La Perp Games, publisher globale di videogiochi, con un’orgogliosa esperienza nella pubblicazione di titoli pluripremiati, entusiasmanti giochi indie e alcuni dei franchise più riconosciuti al mondo, ha infatti deciso di investire in questo progetto e noi ne siamo grati.

Un fantasma in cravatta

Scary è il nostro protagonista. Bisogna ammettere che un fantasma che indossa una cravatta non si era mai visto. Cos’è, un impiegato? O meglio, è lo spirito di un impiegato, costretto ad affrontare il suo boss?

Death or Treat Scary

Ma no, perché possiede un negozio a tema Halloween chiamato GhostMart che vende caramelle. Tuttavia, combattere il suo capo è esattamente quello che dovrà fare.

Il gioco inizia ad HallowTown, con un giornale che finisce in faccia al nostro protagonista, su cui c’è un articolo che dice che il consumo di Storyum è dell’80% e che i cittadini dell’ HallowVerse sono eccitati e, presumibilmente felici, di fare uso di questa nuova droga.

Esatto, lo Storyum è una droga, voluta dal mega boss Clarl Fackerberg (ogni riferimento è puramente casuale), responsabile della sua produzione e della sua distribuzione (indirettamente, è ovvio). Grazie allo Storyum, le caramelle non sono più “cool”. Restare incollati ad uno schermo, invece, è il nuovo trend.

Anche qui l’ironia è poco sottile, tanto quanto è palese la critica.

Lo Storyum, infatti (leggi social network) sta portando la popolazione a “sparire”, o almeno è ciò che dice il piccolo Marshmallow, che sembra essere anche lui un fantasma, ma con un’aria decisamente meno vispa rispetto al nostro Scary.

Dato che lo Storyum pare essere il problema, sia della sparizione degli abitanti, ma soprattutto delle difficoltà commerciali del GhostMart, dove non arriva più clientela, cos’altro fare se non raggiungere il quartier generale del boss per sconfiggerlo e tornare a far uso di caramelle come un tempo, abbandonando questo nuovo, pericoloso trend?

Esiste dunque questa realtà parallela in cui visiteremo luoghi dai nomi evocativi e più o meno piccoli nemici decisamente irritanti.

Ma vediamo un po’ cosa c’è nell’ HallowVerse…

Snapchat o qualsiasi altra “chat? Ma forse non è un caso che il logo di Snapchat sia proprio un fantasma…

È indubbiamente divertente e curioso riconoscere i numerosi riferimenti presenti nel gioco, dunque perdonateci se faremo certe supposizioni

Siamo comunque nel primo mondo, ovvero Darkchat, fabbrica dello Storyum, dove Scary si trova in un labirintico laboratorio chimico, in cui teste di zucca col camice lo presidiano, cercando di impedire al nostro fantasmino di proseguire il suo cammino.

Death or Treat Darkchat

Se riusciamo ad arrivare in fondo, ci troveremo in uno scontro con il primo boss, Stephen Pumpkin, la quintessenza dello scienziato sadico con una zucca gigante al posto della testa.

Il secondo mondo, invece, è RipTok, pieno di lapidi che ti prendono a calci, scheletri streamer e bamboline volanti che ti lanciano “bombette”, a chiusura la perfida strega Clintok che sferra potentissimi colpi con la sua falce.

Superato ciò, arriveremo a Deviltube, regno del demoniaco Jeff Beelzeboss che a noi ricorda molto il capo di una certa azienda di consegna pacchi, infatti sarà facile notare la presenza di tanti emblematici furgoni di trasporto.

Ok Boo(mer)

Faceboo! è l’ultimo mondo di questo viaggio assurdo, dove risiede, a mio avviso, l’ironia più pungente.

Si viene immediatamente accolti da un’anziana fluttuante che ci lancia addosso le solite “bombette” e subito notiamo uno scenario composto inizialmente da abitazioni di periferia ben fornite di ascensori.

Qui, dopo aver scalato la “vetta” e raggiunto lo Zeppelin, avremo finalmente a che fare con il nostro boss sigaro-munito, che dovremo affrontare per ben due volte, ma dopo di che, Scary potrà tornare felice e sereno alla sua produzione di caramelle e riportare agli antichi fasti il suo GhostMart.

Death or Treat Clarl Fackerberg

Roguelite poco traumatico

Death or Treat è veloce e pieno di azione, e un po’ mi fa pensare che sia studiato ad hoc per quelle generazioni che si dice non abbiano né pazienza né una soglia dell’attenzione molto alta, anche se in qualità di roguelite c’è indubbiamente della ripetitività.

È comunque facile sbloccare i mondi, collezionando i giusti ingredienti. Così facendo si avrà la possibilità di bypassare quelli già ripetuti.

Ogni volta che si “muore”, si torna nell’ Humble Village di HallowTown, ovvero l’inizio del gioco, potendo portare con noi un tot di ingredienti raccolti e dove una serie di personaggi ci accolgono sistematicamente, offrendoci opportunità per incrementare le nostre abilità e le nostre armi.

Death or Treat Joe Bite Them

Il primo personaggio che incontriamo è Joe Bite Them, la nostra guida, nonché traghettatore della nostra anima. Insieme a lui abbiamo una rosa di personaggi, alcuni di evidente citazione, come, ad esempio Jobs, che con il suo dolcevita nero ci consiglia dove recarci per i nostri potenziamenti.

La Forgia di Frankie è fondamentale per la costruzione delle nostre armi, così come Candleman che ci permetterà di creare gli ingredienti che ci mancano con l’utilizzo di quelli più basilari che possiamo recuperare man mano che proseguiamo nei vari livelli.

Al Necrosfot di Pumpkin Gates, invece, potremo aumentare le nostre abilità magiche, mentre al Detox Bucks di Marley avremo modo di aumentare la salute e la rigenerazione dell’abilità.

Una volta forniti del necessario, possiamo ripartire e scegliere con che bagaglio andare ad affrontare i nemici, scegliendo il nostro stile di combattimento, senza dimenticarci di fare una carezza al cane fantasma, il quale, randomicamente, ci elargirà un tot numero di caramelle, fondamentale moneta di scambio.

Death or Treat gameplay

Ma non finisce qui, perché prima di ogni boss level, incontreremo un altro personaggio, Hatter, il quale ci proporrà di acquistare delle particolari pozioni. Attenzione, però, perché non sempre ci saranno di aiuto.

In questo preciso punto, troveremo anche dei validi assist, di volta in volta diversi, che ci copriranno le spalle da questo momento in poi, e come non menzionare il caro vecchio Wilson, che sputa bombette fucsia in concomitanza ai nostri attacchi. Certo, non aspettiamoci i miracoli, ma sono comunque un qualcosa in più.

Death or Treat Wilson

Appunti e Quisquiglie

Se si vuole fare un paragone, oltre ai già citati, Dead Cells è piuttosto calzante, che per meccaniche si avvicina di più e che sfrutta in maniera intelligente ed ironica realtà preesistenti, come armi e poteri mutuati da altri videogiochi come Blasphemous, Curse of the Dead Gods, Guacamelee, Hyper Light Drifter e Skul.

Anche se dopo l’uscita sono state rilasciate delle patch per correggere frequenti lievi cali di frame rate, attualmente, almeno per quanto ci riguarda, la nostra esperienza non è migliorata molto, generando talvolta input lag o perdita della pressione del tasto.

Abbiamo avuto alcune difficoltà con i controlli, soprattutto per il nostro stile di gioco e la mancanza nelle opzioni di poter sfruttare la croce direzionale, che nel gioco non è utilizzabile, come controllo di movimento.

A tratti, infatti, succede che, rilasciando per la frenesia la levetta direzionale analogica, la molla di ritorno ci faccia girare nel senso opposto a quello in cui si stava colpendo o andando. Solo dopo aver regolato la ”zona morta” della levetta sinistra a livelli alti, siamo riusciti a mitigare leggermente il problema.

Questo si poteva evitare configurando la sensibilità degli assi X/Y con una soglia minima e una curva di smorzamento.

Confidiamo che aggiornamenti futuri possano risolvere questi problemi.

Comparto artistico

Le musiche di sottofondo sono abbastanza gradevoli, tanto da rimanere in testa anche dopo aver spento il gioco. Il sound design, invece, comunque molto curato in tutte le sue parti, ha un piccolo difetto, ovvero:  sarebbe stato meglio che alcuni suoni non andassero in somma, aumentando di molto i loro decibel. Si poteva evitare grazie ad una piccola fase o pitch.

Dipinto a mano grazie ad illustratori tradizionali e con un’animazione anch’essa tradizionale, estremamente interessante ed espressiva, Death or Treat ha proprio la grafica tra i suoi punti di forza maggiori. Di palese richiamo in particolare ad Hollow Knight, ha comunque una sua specifica personalità.

Death or Treat Pumkin Gates

Conclusioni

Insomma, si ironizza un po’ su tutto in questo videogioco, il che lo rende super partes, tanto quanto sembra prenderla sul personale.

Però…Questi sviluppatori che ci chiedono di mollare gli schermi, facendoci incollare agli schermi…

Death or Treat

“Death or Treat è un hack-and-slash in 2D, splendidamente disegnato. È un gioco che ironizza su tutto e sebbene prenda chiaramente ispirazione da Hollow Knight, possiede comunque una sua personalità unica.”

PRO

  • Grafica spettacolare e originale
  • Ironia pungente
  • Divertente e veloce, per essere un roguelite

CON

  • Qualche difficoltà con i controlli
  • Alcuni suoni avrebbero potuto essere bilanciati meglio
SCORE: 8.5

8.5/10

Sono un'artista italiana che ha iniziato un po' tardi ad appassionarsi al mondo dei giochi ma che se ne è innamorata subito. Non sono una gran giocatrice e scelgo titoli che si adattino alle mie preferenze personali, ma posso apprezzare soprattutto i contenuti grafici e le soluzioni artistiche. Inoltre, sto imparando a conoscere anche tutte le affascinanti funzionalità del game development.
Cresciuto tra console, personal computer e giochi a gettoni nelle sale giochi, ho iniziato a scrivere i miei primi videogiochi sul mio Commodore C64. Tra l'utilizzo di Amos su Amiga e la creazione di mod su PC, non ho mai smesso di scrivere demo, prototipi e giochi. Sono costantemente alla ricerca di nuove idee e strutture per lo sviluppo di videogiochi