Elraim Studio ha creato un roguelite action ispirato a titoli come Vampire Survivors. Fellowship tenta di portarsi ad un livello superiore.

Fellowship nelle sue intenzioni vuole proporre un ulteriore livello di sfida in questo genere. Non avremo un solo personaggio da gestire ma, tra le scelte dei potenziamenti ci saranno addirittura nuove classi da scegliere.

Cominciamo a capire perché un gioco come Vampire Survivors abbia avuto un così grande successo. I fattori sono molteplici tra cui il gameplay, il suo level e game design intelligente e mai frustrante, le sinergie delle abilità e la capacità di “rompere” il gioco trasformando il proprio personaggio in una macchina da guerra.

Per quanto semplici siano questi propositi, è  difficile metterli in pratica per creare un equilibrio perfetto. Il genere, per quanto immediato, è difficile da gestire per via dei potenziamenti, del livello di sfida proposto e della rigiocabilità. 

Ora voglio parlare nel dettaglio di quello che Fellowship vuole offrire. Non nascondendo come in parte ancora non riesce completamente a fare.

Le regole di Base di Fellowship

Come ogni titolo del genere Fellowship si basa su semplici regole. Iniziamo l’avventura scegliendo tra tre personaggi casuali che dovranno affrontare un’orda di nemici in avvicinamento. Man mano che sconfiggeremo i nemici, essi dropperanno delle gemme che una volta raccolte aumenteranno la nostra barra di esperienza. Ad ogni aumento di livello potremo scegliere tra tre opzioni: abilità personaggio, abilità party e nuovo personaggio.

Non mancheranno mid boss che dropperanno tesori  ed oggetti specifici da usare una volta finita la partita. Infatti indipendentemente dal successo o dalla sconfitta potrete raccogliere materiali per migliorare i vostri personaggi.

La vera abilità del giocatore sarà comunque quella di gestire lo spazio, i nemici, e non essere troppo frettoloso nel raccogliere i potenziamenti. Capire quando conviene subire un danno o quando è meglio aspettare, farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Gestione dei Livelli e Rigiocabilità

Nella versione che abbiamo potuto provare possiamo affrontare tre livelli del gioco. 

La struttura base del livello consiste oltre alle orde di nemici, un timer farà apparire progressivamente 3 mid boss, in più allo scadere di quest’ultimo, il boss di fine livello. Sconfiggere il boss di fine livello ci permetterà di raggiungere lo stage successivo. 

Oltre a questo avremo una missione secondaria nella quale dovremo recuperare una chiave e liberare il personaggio intrappolato nel livello. Liberare il personaggio ci permetterà di usarlo nelle nostre avventure. Durante l’esplorazione del livello incontreremo dei piccoli altari. Toccandoli potremo avere diversi effetti tra cui la cura del party, l’aumento della difesa e della velocità, la capacità di attrarre le gemme droppate dai mostri e quella di fare fuoco sui nostri nemici. Incontreremo anche altari che ci permettono di resuscitare un membro del party morto.

Gli avversari potranno droppare oggetti e consumabili che ci aiuteranno a gestire la progressione dei personaggi. Per il resto, una volta sconfitto il boss o salvato il personaggio, il livello non sembra offrire altro.

I Personaggi di Fellowship

I personaggi che abbiamo a disposizione possono essere divisi tra i classici rappresentanti del genere fantasy. Per comodità li divideremo in ranged, melee e support.

Nei ranged abbiamo l’arciere e il mago di fuoco, con la capacità di colpire gli avversari dalla distanza e fare ingenti danni ad area. I melee si concentrano sulla corta distanza come il guerriero, che non differisce troppo dai ranged, mentre il barbaro oltre ai danni ha anche delle urla per aumentare l’attacco di tutto il party. Il lanciere  invece ha un range leggermente superiore a quest’ultimi e con i suoi colpi può trapassare i nemici e allontanarli rallentandoli. I personaggi support, che possono essere sia ranged che melee, servono perlopiù a dare bonus al party. Il prete oltre che curare, benedice il party aumentando la velocità e rallentando i nemici. Il paladino fornisce protezione e riduzione del danno al party.

Nella sezione apposita della gestione delle classi possiamo assegnare, tra una missione e l’altra, diversi oggetti. Ci sono slot di equipaggiamento da assegnare e slot in cui incastonare gemme per aumentare alcune caratteristiche. Importanti sono le 3 skill che ogni personaggio possiede: possono essere potenziate usando denaro che si trova durante le missioni.

Sinergie e Abilità

Durante la partita, ad ogni livello dovremo scegliere tra tra 3 potenziamenti. Per comodità li divideremo tra potenziamenti di gruppo, potenziamenti singoli e personaggi.

I potenziamenti di gruppo riguardano il raggio di attrazione delle gemme e oggetti, mentre l’altro riguarda l’aumento di velocità del party. A seconda del colore del potenziamento avremo un bonus percentuale maggiore. 

I personaggi appunto ci consentono di scegliere tra una delle classi a disposizione.

I potenziamenti singoli sbloccano le abilità dei personaggi che abbiamo nel party. Infatti oltre a sbloccare una classe dovremo anche attivare le sue abilità. Scegliere ripetutamente la stessa abilità ne aumenta le sue caratteristiche.

In Fellowship è interessante come, sia le classi che le diverse abilità possano lavorare in sinergia tra di loro. Incrementare un’abilità può di riflesso migliorare quella di un’altra classe o dargli bonus. In basso sullo schermo potremo vedere le sinergie sviluppate. Con la scelta delle abilità giuste possiamo attivare delle mosse speciali corali, con effetti diversi a seconda delle classi coinvolte. 

Queste ultime possono essere usate solo quando la barra azzurra sotto quella dei punti esperienza è piena.

Formazioni, Progressione e Gestione della Mappa

Avere il controllo di più personaggi porta Fellowship a creare una gestione delle dinamiche di gruppo. possiamo avere un massimo di 5 personaggi contemporaneamente. Nel momento in cui abbiamo più di tre personaggi possiamo gestirli in 3 diverse formazioni. Una linea retta, una formazione a V ed una a croce con un personaggio al centro.

La prima ci consente una maggiore velocità , quella a V è una soluzione intermedia di velocità con un buon danno, mentre quella a croce, per quanto lenta, permette di curare il personaggio che sta al centro.

In ogni formazione possiamo scegliere il leader. Egli fa anche da perno per ruotare la formazione su se stessa per girare i personaggi nel migliore dei modi. Oltre a questo bisogna anche gestire la direzione del danno dei personaggi per colpire ed evitare che i colpi nemici vadano a segno.  

Per progredire e migliorare i personaggi ed il loro equip, oltre ai drop casuali esiste anche una forgia. Fondendo almeno tre oggetti simili tra loro e spendendo specifici materiali, potremo ottenerne uno di qualità migliore.

My Two Cents

Fellowship è appunto in early access e la sua stessa natura è ancora incompleta e imperfetta, sebbene gli sviluppatori abbiano messo molti quality of life e fatto buoni cambiamenti. Per ora abbiamo tre zone da esplorare, con missioni di recupero e sconfitta del boss principale. Ovviamente non è sufficiente e questo inficia sulla rigiocabilità e sul senso di scoperta dei segreti, punto fondamentale del genere. 

Il farming per quanto migliorato è ancora lento. Far progredire i personaggi è costoso e le materie che si trovano nella partita sono ancora troppo esigue.

Gestire più personaggi non è affatto facile. Gestire il danno da fare e non farlo subire ai membri del gruppo è spesso un’impresa. Specialmente quando la mappa contiene numerosi ostacoli ambientali. Spesso i personaggi si incastrano o rompono la formazione per via di ostacoli e vista la difficoltà, basta anche un errore per compromettere una partita. La seconda e terza mappa, dove è presente un danno da fuoco nel tempo, è ancora troppo punitiva visto il troppo cheap damage. Considerato anche il fatto che spesso saremo costretti a passare in mezzo ai nemici perché senza via di scampo. La velocità è un tratto importante e spesso non ottenerla tra i potenziamenti può rivelarsi un problema. Anche i 3 sprint a disposizione non sono abbastanza per risolvere il problema. Questi, insieme alla distribuzione a volte troppo caotica dei nemici, è uno dei problemi del titolo.  

Nonostante ciò non voglio penalizzare troppo il titolo poiché nonostante i problemi di bilanciamento, gestione delle risorse, delle mappe e pathing, Fellowship è una sfida comunque interessante. Per sua scelta alza subito la curva dell’apprendimento e bisogna imparare presto le abilità utili e le sinergie vincenti da sfruttare con la formazione giusta per superare le sfide. Voglio dare fiducia al titolo che con i giusti bilanciamenti, correzioni e aumento dei contenuti, può diventare un titolo divertente ed appagante oltre che impegnativo. 

Fellowship

“Fellowship è in accesso anticipato e per sua stessa natura è ancora incompleto e imperfetto, sebbene gli sviluppatori abbiano aggiunto molti quality of life e apportato buoni cambiamenti. Nonostante i problemi di bilanciamento, gestione delle risorse, della mappa e di pathing, Fellowship rimane una sfida interessante e può diventare un titolo divertente, soddisfacente e non solo impegnativo.”

PRO

  • Buone idee di gameplay
  • Buon livello di sfida

CON

  • Problemi di bilanciamento e progressione
  • Problemi della gestione della mappa e del pathing
  • Curva di apprendimento elevata
SCORE: 6.5

6.5/10

Sono un musicista (pianista), un nerd e un amante di lunga data di manga. Sono nato come videogiocatore grazie ad una copia di Pitfall per Atari 2600 (1982), e così sono cresciuto di pari passo al mio medium preferito fino ai giorni nostri. In seguito ho cominciato ad interessarmi anche a cosa c'è dietro al prodotto finale, alla sua struttura e ciò che accade dietro le quinte del mondo del gaming.