Mescolando elementi di visual novel ed avventura 2D, The Mildew Children racconta al giocatore un’angosciante storia ambientata in un villaggio dalle forti credenze pagane. Disegnato brillantemente, promette ore di profondi dialoghi, richiedendo pazienza ed attenzione.

The Mildew Children è stato sviluppato da The Growing Stones e pubblicato da Valkyrie Initiative il 17 aprile 2024. Il gioco è disponibile per PC, Xbox One/Series X/S e Nintendo Switch. Si tratta di una visual novel dai toni molto cupi, le cui vicende si sviluppano in un’ambientazione dark fantasy medievale. Seguiamo le vicende della strega Kryphel e delle sue sorelle, custodi di un terribile segreto e con un gravoso compito sulle spalle.

Un villaggio pagano

La maggior parte delle vicende di The Mildew Children si svolgono all’interno del villaggio, dove gli abitanti seguono delle tradizioni pagane ed ammettono la presenza di streghe tra di loro, sebbene siano guardate con timore e diffidenza. Già dai primi minuti si nota la chiarissima ispirazione a molti elementi e leggende del folklore pagano europeo, comprese fiabe e racconti popolari. Gli ambienti sono realizzati nel minimo dettaglio, ed è semplicemente piacevole fermarsi a guardare cosa accade intorno a noi e nei ricchissimi sfondi

Sarebbe oltremodo crudele rovinare la sorpresa per i giocatori, quindi non mi soffermerò troppo sulla splendida quanto lugubre trama. Mi limiterò ad affermare che il ritmo è ben cadenzato e la scrittura non cala mai di livello, sfoggiando lunghi e sontuosi dialoghi con abbondanti scelte lasciate in mano al giocatore. Questo è il lavoro di scrittori assai talentuosi, e la cura riversata nella costruzione dei personaggi e delle vicissitudini si manifesta anche nel più banale scambio di parole.

Infatti ogni personaggio ha una personalità ben definita e peculiare, rimanendo impresso già dalle prime battute. I ritratti sono ricchi di vita e le espressioni credibili, mai esagerate o scialbe. Nonostante la mole di dialoghi, difficilmente ci si annoia, ed anzi si prova forte interesse nello scoprire i retroscena e le caratteristiche di chi abbiamo davanti. Qualche piccola sbavatura ed errore di scrittura passa tranquillamente inosservata. I continui aggiornamenti del titolo ne assicurano comunque la rapida risoluzione.

Un susseguirsi di opere d’arte

Prendete The Mildew Children e provate a cercare un ambiente insipido o piatto. Buona fortuna. Seguiremo la nostra strega Kryphel attraverso le strade del villaggio, i campi, gli interni o le foreste, ed ogni singola ambientazione è disegnata magistralmente. Delle mani esperte e disinvolte hanno dato vita a vivaci ma cupe radure, campi smorti e pallidi e tenebrosi cimiteri, e rimarremo continuamente stupiti dallo sforzo di rendere qualsiasi scena unica e memorabile. Menzione d’onore va agli interni di edifici ed abitazioni. Si percepiscono come reali, vibranti, credibili. Chiaro frutto di ore ed ore di ricerche sulla storia ed il folklore europeo; questo non è il lavoro di principianti o dilettanti, è un vero e proprio quadro decadentista e impressionista interattivo.

Non sto esagerando, provare per credere. Lo stile grafico di questo gioco è sinistramente magnifico, nel senso che rimane fisso nella mente del giocatore come un sortilegio. Giusto per rimanere in tema. E il sonoro non è da meno. Fermatevi un attimo, e prendetevi del tempo per ascoltare il chiacchiericcio e le risate dei bambini, lo scorrere di un ruscello, il vento che accarezza le fronde, il richiamo di un uccello lontano. La qualità dell’audio vi catapulta all’interno della scena, garantendo un’immersione costante e potente, specialmente con l’ausilio di un buon paio di cuffie. 

Il comparto audio è gestito in modo oculato, scemando durante i dialoghi più tesi e facendo da protagonista in determinate scene. Una buona varietà di suoni fa sì che non si ripetano praticamente mai, neanche nelle sezioni più avanzate dell’avventura. La combinazione di questi elementi rende The Mildew Children un’opera d’arte in movimento, sfaccettata e forte della sua identità, nonostante il retaggio culturale pagano europeo e l’ampia presenza di concorrenti sul mercato videoludico moderno.

The Mildew Children - Dialogo

Vietato abbassare la guardia

Inizialmente potremmo pensare che durante i dialoghi non dovremmo far altro che, ragionevolmente, leggere. Ma non è così: The Mildew Children incorpora quick time event e interazione in tempo reale durante le conversazioni. La difficoltà degli stessi è configurabile in ogni momento, ma consiglio di lasciarla nel settaggio standard per goderne pienamente il potere. Specie durante i momenti più concitati, ci verrà chiesto di eseguire movimenti con il mouse o la tastiera, come ad esempio intonare a tempo un incantesimo. In caso di fallimento, il risultato potrà essere più o meno nefasto, mantenendo quindi sempre l’attenzione (e l’ansia) alte. 

L’integrazione di un tale sistema ha un duplice effetto sul gameplay: spezza il ritmo dei lunghi dialoghi scongiurando l’avvicinarsi di noia o pesantezza, e lascia sempre il giocatore sul chi vive, con la minaccia di conseguenze in caso di disattenzione. Per alcuni potrebbe sembrare scoraggiante o inadeguato, per questo è stata aggiunta un’opzione per ridurre o disabilitare questo sistema. Anche se, come ripeto, lo sconsiglio: è un’ottima peculiarità di The Mildew Children, e serve ad accrescere ancor di più l’immersione, facendo nostri il dolore, la gioia e l’angoscia di Kryphel.

Ed anche sotto questo punto di vista è stato fatto un gran lavoro: basta poco per affezionarsi a Kryphel, grazie alla sua lodevole caratterizzazione e sviluppo durante la trama. Gli altri personaggi non sono da meno, ma su di lei è stato ovviamente compiuto un lavoro speciale e mozzafiato, trattandosi della protagonista delle vicende. Malgrado siamo noi a scegliere come si comporta durante le conversazioni, ogni possibile scelta appare come plausibile ed in linea con il suo personaggio, lasciandoci spesso assai indecisi. Un risultato non scontato, e piuttosto difficile da realizzare nella scrittura di personaggi di fantasia.

The Mildew Children - Quick Time Event

Un indimenticabile cupo viaggio

Eh sì, The Mildew Children pretende a gran voce un posto nella mente del giocatore, dopo che lo avremo lasciato entrare. Un po’ per lo stile artistico, un po’ per le angoscianti vicissitudini, un po’ per la qualità della scrittura… sono una serie di motivi ad assicurare memorabilità a questo gioco. Certo, domanda da voi assoluta attenzione e dedizione, ma ricambia con gestione esperta di dialoghi e personaggi, assumendo quasi mai toni pesanti o gravosi. Non c’è bisogno di essere grandi fruitori di visual novel per godersi questo splendido viaggio. Ciò nonostante lo sconsiglio a giocatori frettolosi o più orientati verso l’azione. Ormai nel 2024 si è esplorato una pletora di temi ed idee con le visual novel, eppure i ragazzi di The Growing Stones hanno rispettabilmente dimostrato che si può ancora stupire e tirar fuori progetti di rilevanza. Vivi complimenti.

The Mildew Children, la recensione: un tuffo in una cupa avventura

“Lo stile grafico di questo gioco è sinistramente magnifico, nel senso che rimane fisso nella mente del giocatore come un sortilegio. Giusto per rimanere in tema. E il sonoro non è da meno. Fermatevi un attimo, e prendetevi del tempo per ascoltare il chiacchiericcio e le risate dei bambini, lo scorrere di un ruscello, il vento che accarezza le fronde, il richiamo di un uccello lontano. La qualità dell’audio vi catapulta all’interno della scena, garantendo un’immersione costante e potente, specialmente con l’ausilio di un buon paio di cuffie. “

PRO

  • Direzione artistica e sonora impeccabile
  • Trama profonda e ben scritta
  • Personaggi peculiari e credibili
  • Assoluta attenzione ai dettagli
  • Farà gioire gli appassionati di folklore pagano europeo

CON

  • Può risultare pesante e prolisso per alcuni
  • Rare sbavature ed imperfezioni nei dialoghi
SCORE: 8.7

8.7/10

Sono un giocatore, scrittore amatoriale ed appassionato di tecnologia che è nel mondo dal 2006. Prediligo i videogiochi che sappiano offrire una sana sfida e sono un grande fan del retrogaming. Adoro sviscerare tutti i retroscena dietro messaggi, sviluppo e segreti dei videogiochi, che considero vere e proprie opere d’arte.