Dal teaser in forma di videoclip ai primi dettagli sul gameplay, tutto ciò che sappiamo sul nuovo progetto di GPTRACK50
Stupid Never Dies si è presentato al pubblico con un teaser trailer che ha subito catturato l’attenzione per la sua impostazione atipica: non una sequenza informativa tradizionale, ma un vero e proprio video musicale, costruito su ritmo, montaggio e relazione tra i personaggi. Il filmato ha chiuso il pre-show dei The Game Awards 2025, andati in scena l’11 dicembre 2025 a Los Angeles, presso il Peacock Theater, distinguendosi come uno dei momenti più riconoscibili dell’intera apertura.
Il trailer introduce Davy e Julia attraverso una messa in scena performativa, accompagnata da una traccia pop-punk dal forte impatto energetico. Al momento, gli sviluppatori non hanno ancora comunicato l’autore del brano né fornito crediti ufficiali relativi alla musica. Nonostante ciò, la canzone assume un ruolo centrale nella presentazione del gioco: definisce il tono, suggerisce l’identità estetica e anticipa un approccio che privilegia atmosfera e carattere rispetto alla semplice esposizione delle meccaniche.
Questa scelta comunica fin da subito l’intenzione di Stupid Never Dies: presentarsi come un action RPG con una forte impronta stilistica, capace di utilizzare linguaggi diversi — in questo caso quello del videoclip — per costruire un primo contatto efficace con il suo universo narrativo. Un esordio che, pur lasciando ancora molte informazioni in sospeso, ha contribuito a rendere il titolo uno dei più memorabili del pre-show.
Stupid Never Dies è attualmente previsto in uscita nel 2026 su PC e PlayStation 5, anche se al momento non è stata comunicata una data più precisa.

Un mondo di mostri e un protagonista marginale
Stupid Never Dies è ambientato in un mondo abitato esclusivamente da creature mostruose: lupi mannari, uomini-lucertola, scheletri e altre entità popolano un ecosistema in cui l’umanità sembra non avere più spazio. In questo contesto prende forma la storia di Davy, uno zombie di basso rango, timido e relegato ai margini della società dei mostri. L’underdog di questo mondo.

La sua motivazione è semplice e personale: riportare in vita Julia, una donna umana congelata, figura centrale tanto sul piano narrativo quanto su quello emotivo. Il viaggio di Davy si svolge all’interno di un dungeon ultraterreno, che funge da spazio principale dell’azione e da cornice per lo scontro con una galleria di nemici iconici. L’impostazione narrativa sembra volutamente essenziale, più orientata a sostenere il gameplay che a costruire una lore complessa.

Un Action RPG che semplifica le convenzioni del genere
Dal punto di vista strutturale, Stupid Never Dies si colloca nel genere Action RPG 3D single-player, ma con un approccio che pare voler ridurre la complessità tipica di molte produzioni affini. Non emergono, almeno per ora, elementi legati a sistemi ruolistici particolarmente stratificati o a una gestione avanzata delle statistiche.
L’RPG sembra qui inteso come meccanismo di progressione funzionale all’azione, piuttosto che come fulcro dell’esperienza. La crescita del personaggio avviene attraverso il combattimento e l’esplorazione, in un contesto che punta alla leggibilità e all’immediatezza delle meccaniche.

Gameplay: combattimento, abilità e progressione sul campo
Nel concreto, Stupid Never Dies struttura la propria esperienza attorno a combattimenti in tempo reale che si svolgono all’interno di ambienti chiusi, assimilabili a dungeon. Il giocatore controlla Davy in scontri ravvicinati e continui, progettati per valorizzare reattività, mobilità e varietà delle azioni disponibili, più che la pianificazione strategica a lungo termine.
La progressione del personaggio si sviluppa direttamente attraverso l’azione. Sconfiggendo i nemici, Davy ottiene nuove capacità e potenziamenti che incidono in modo immediato sul gameplay. Il sistema evita passaggi intermedi complessi e restituisce un senso di crescita tangibile, legato a ciò che accade sullo schermo piuttosto che a decisioni operate nei menu.

Uno degli elementi più caratterizzanti riguarda la possibilità di assorbire le abilità dei nemici sconfitti. Questa meccanica trasforma ogni avversario in una potenziale fonte di espansione del moveset, spingendo il giocatore a considerare gli scontri non solo come ostacoli da superare, ma come occasioni per modificare e riorientare il proprio stile di gioco. L’acquisizione delle abilità avviene in modo diretto e funzionale, rafforzando il legame tra combattimento e progressione.
A questo sistema si affianca la personalizzazione del corpo non-morto di Davy, che introduce ulteriori margini di variazione attraverso potenziamenti fisici e modifiche alle sue capacità. Anche in questo caso, l’enfasi sembra concentrarsi sull’impatto pratico delle scelte, più che su una stratificazione teorica delle build.
Nel complesso, Stupid Never Dies costruisce il proprio gameplay come una sequenza coerente di azione e crescita, in cui la sperimentazione nasce dall’interazione diretta con nemici e ambienti. Il risultato, almeno sulla carta, è un sistema che privilegia continuità e leggibilità, mantenendo il focus sul combattimento come fulcro dell’esperienza.


“Blazing Fast Growth”: un’indicazione di design
GPTRACK50 ha definito Stupid Never Dies come un “Blazing Fast Growth 3D Action RPG”. Al di là della terminologia promozionale, l’espressione sembra indicare una filosofia di design orientata a una progressione rapida e continua, priva di lunghi tempi morti o fasi di stallo.
Questo approccio suggerisce un’esperienza che punta a mantenere costante il senso di avanzamento, evitando la frammentazione tipica di alcuni RPG più tradizionali. Resta da capire se questa crescita veloce si tradurrà in una reale profondità sistemica o se privilegerà una progressione più lineare, ma l’intento appare chiaro: ridurre le barriere d’ingresso senza sacrificare la varietà.
Uno studio giovane con un background consolidato
Dietro al progetto c’è GPTRACK50 Inc., studio fondato a Osaka nel 2022 e guidato da Hiroyuki Kobayashi. Il team è composto da sviluppatori con esperienza su serie di primo piano come Devil May Cry, Dragon’s Dogma e Resident Evil, un background che aiuta a comprendere l’attenzione riservata al combat system e all’azione in tempo reale.
L’obiettivo dichiarato dello studio è la creazione di nuove IP pensate per un pubblico globale, con la prospettiva di una possibile espansione cross-mediale. Stupid Never Dies rappresenta il primo banco di prova di questa visione.

Cosa sappiamo (e cosa resta ancora poco chiaro)
Nonostante una presentazione iniziale di forte impatto, Stupid Never Dies lascia ancora aperti diversi interrogativi sui suoi sistemi di gioco. Il materiale mostrato finora definisce con chiarezza il tono e l’identità stilistica del progetto, ma si ferma prima di delineare in modo completo le strutture che ne sosterranno l’esperienza nel lungo periodo.
Al momento, gli sviluppatori non hanno chiarito come funzionerà il dungeon che costituisce il fulcro dell’azione: se adotterà una struttura fissa, se farà uso di elementi procedurali o se proporrà una progressione più dinamica. Restano inoltre da approfondire i margini di profondità della personalizzazione. Sebbene il gioco enfatizzi la crescita rapida e l’assorbimento delle abilità dei nemici, non è ancora chiaro fino a che punto questo sistema permetterà di differenziare in modo significativo gli stili di gioco.
Permangono anche dubbi legati al ritmo complessivo e alla durata dell’esperienza. Non sono state fornite indicazioni sulla lunghezza della campagna, né sulla presenza di contenuti avanzati o di un vero e proprio endgame pensato per estendere la longevità del titolo.
Per ora, Stupid Never Dies si fonda su una base concettuale solida e su una presentazione volutamente focalizzata. I prossimi aggiornamenti su storia e gameplay risulteranno determinanti per comprendere come queste premesse si tradurranno in un action RPG pienamente strutturato.

Considerazioni finali
Stupid Never Dies si presenta come un Action RPG dal forte carattere stilistico, che punta su azione, progressione rapida e accessibilità. La combinazione tra un protagonista atipico, un sistema di abilità basato sull’assorbimento dei poteri nemici e una filosofia di crescita immediata lo rende un progetto da tenere sotto osservazione.
Per l’impatto iniziale e per il modo in cui sceglie di presentarsi — attraverso un teaser costruito come un vero e proprio videoclip — Stupid Never Dies richiama alla mente Hi‑Fi Rush, almeno sul piano della comunicazione e dell’immediatezza espressiva.

Molto dipenderà da come queste premesse verranno sviluppate pad alla mano, ma l’identità mostrata finora è sufficientemente definita da giustificare l’attenzione suscitata durante i The Game Awards 2025.

