Analizziamo il nuovo filmato che introduce combattimento, sistemi e direzione del titolo GPTRACK50
Dopo la prima apparizione ai The Game Awards 2025, Stupid Never Dies torna a mostrarsi con un nuovo materiale decisamente più sostanziale: il primo gameplay trailer ufficiale. Presentato durante il Future Games Show: Spring Showcase 2026, il filmato segna un passaggio importante nella comunicazione del progetto, perché per la prima volta abbandona l’approccio puramente stilistico del teaser iniziale per concentrarsi sulle meccaniche di gioco.
Se il primo trailer (trovate qui il nostro precedente contenuto) puntava tutto su atmosfera e identità visiva — costruita attraverso un linguaggio da videoclip musicale — questo nuovo sguardo entra nel merito dell’esperienza, mostrando struttura, sistemi e filosofia di design.
Dal teaser al gameplay: un cambio di prospettiva
Il reveal originale aveva introdotto Stupid Never Dies come un action RPG fuori dagli schemi, capace di distinguersi per tono e presentazione. Tuttavia, lasciava ancora in ombra molti aspetti concreti del gameplay.
Il nuovo trailer colma proprio questa distanza. Non si limita a ribadire l’identità del titolo, ma mette in evidenza come questa si traduca in azione. Il risultato è una visione più chiara del progetto: un action RPG che non punta sulla complessità sistemica tradizionale, ma su ritmo, immediatezza e trasformazione continua del personaggio.

Un mondo di mostri e un protagonista marginale
L’ambientazione resta uno degli elementi più riconoscibili del gioco. Il mondo di Stupid Never Dies è popolato esclusivamente da creature mostruose, in un contesto post-bellico in cui l’umanità è praticamente scomparsa.
Al centro troviamo Davy, uno zombie di basso rango, fragile e insicuro, lontano dall’idea classica di protagonista eroico. La sua motivazione è semplice, quasi ingenua: riportare in vita Julia, una ragazza umana trovata congelata, e dichiararle i propri sentimenti.


Questa premessa crea un contrasto evidente tra il tono grottesco del mondo e una spinta narrativa sorprendentemente lineare e personale. Un equilibrio che, almeno sulla carta, funziona proprio perché non cerca complicazioni particolari.
Accanto a Davy si muove Dr. Frank, figura che richiama l’archetipo dello scienziato ossessionato. Il rapporto tra i due lascia intravedere dinamiche meno superficiali di quanto l’incipit possa suggerire.

Identità visiva e leggibilità in azione
Uno degli aspetti più interessanti emersi dal gameplay trailer riguarda la gestione dell’estetica durante il combattimento.
Lo stile visivo resta fortemente caratterizzato, con un mix di elementi grotteschi e toni più leggeri e ironici. Tuttavia, a differenza di molti titoli con una direzione artistica così marcata, qui sembra esserci una particolare attenzione alla leggibilità.
Effetti, animazioni e trasformazioni non compromettono la chiarezza dell’azione, almeno nelle sequenze mostrate. È un dettaglio meno appariscente, ma decisivo: indica che il gameplay non è subordinato all’estetica, ma progettato insieme ad essa.
“Funky Zombie Action”: un combat system aggressivo
Il cuore dell’esperienza è definito dal team come “Funky Zombie Action”, una formula che trova nel trailer una traduzione piuttosto concreta.
Il combattimento appare costruito attorno a un approccio offensivo e dinamico. Non emerge una forte componente difensiva o attendista: il gioco sembra spingere il giocatore a esporsi, sperimentare e concatenare azioni in modo continuo.
Questo si lega direttamente alla filosofia di crescita del titolo, descritta anche come “Blazing Fast Growth”. La progressione non passa attraverso sistemi complessi o menu stratificati, ma avviene sul campo, in modo immediato e tangibile.
Style Eat: identità e trasformazione
Tra le meccaniche più distintive mostrate nel trailer c’è il sistema “Style Eat”.
Divorando i nemici, Davy può assorbirne le abilità e trasformare il proprio corpo, accedendo a diversi stili di combattimento. Non si tratta solo di aggiungere mosse, ma di modificare concretamente il ruolo del personaggio.
Zombie Style: lo stile base di Davy:

Gli stili mostrati suggeriscono una varietà significativa:
Werewolf Style: uno stile rapido che consente di lanciarsi in una furia selvaggia

Harpy Style: uno stile volante che attacca i nemici a distanza con proiettili

Golem Style: uno stile resistente e robusto che scaglia gruppi di nemici in aria

Vampire Style: uno stile che permette di controllare uno sciame di pipistrelli

Will-o’-the-Wisp Style: uno stile che si muove tra il piano fisico e quello astrale

Cyclops Style: uno stile specializzato in attacchi potenti, tutto o niente

Snow Fairy Style: uno stile che congela i nemici e ne assimila il potere

Merfolk Style: uno stile che si immerge nel terreno come fosse acqua per attaccare i nemici

Lich Style: uno stile che utilizza il potere della morte per comandare scheletri

Demon Style: uno stile che sfrutta fruste e gravità per controllare la posizione dei nemici

Il punto chiave è che ogni nemico diventa una risorsa. Lo scontro non è solo un ostacolo, ma un’opportunità per ridefinire il proprio approccio.
Body Hack: costruire il personaggio
A questo sistema si affianca “Body Hack”, che introduce un secondo livello di personalizzazione.
Qui non si assimilano abilità, ma si modificano direttamente le componenti fisiche di Davy. Braccia, testa e gambe possono essere equipaggiate con parti diverse, alterando il comportamento complessivo del personaggio.
Se Style Eat definisce l’identità, Body Hack definisce il funzionamento. Il risultato è un sistema doppio che, se ben bilanciato, può generare una buona profondità senza ricadere nella complessità tipica degli RPG più tradizionali.
Massive Edge:

Missile Pod:

Davy Burst: potenziamento e percezione
Il trailer introduce anche il “Davy Burst”, uno stato potenziato che si attiva dopo una serie di azioni.
La particolarità non è solo nell’aumento delle capacità, ma nell’impatto visivo: il mondo sembra trasformarsi insieme al protagonista, come se l’immaginazione di Davy prendesse il sopravvento sulla realtà.
È un’idea interessante perché lega meccanica e percezione. Non è solo una modalità “furia”, ma un possibile ponte tra stato emotivo e gameplay.

Struttura e ritmo dell’esperienza
Dal materiale mostrato, Stupid Never Dies sembra costruire la propria esperienza attorno a combattimenti in tempo reale all’interno di ambienti chiusi, simili a dungeon.
La progressione è diretta: sconfiggere nemici, acquisire abilità, modificare il proprio stile e continuare. Non emergono, almeno per ora, sistemi ruolistici particolarmente stratificati o una gestione complessa delle statistiche.
L’obiettivo appare chiaro: mantenere costante il senso di avanzamento, riducendo i tempi morti e privilegiando la continuità dell’azione.
Uno studio giovane con un background solido
Il progetto è sviluppato da GPTRACK50, studio giapponese fondato da Hiroyuki Kobayashi (qui un’interessante intervista) e composto da sviluppatori con esperienza su serie come Devil May Cry, Dragon’s Dogma e Resident Evil.
Questo background si riflette soprattutto nel combat system, che punta su reattività e ritmo, piuttosto che su complessità teorica.
Direzione chiara, ma ancora da verificare
Il gameplay trailer definisce con maggiore precisione la direzione del gioco. Stupid Never Dies non sembra voler reinventare il genere, ma combinare elementi noti — combattimento rapido, trasformazioni, progressione modulare — in una struttura orientata alla varietà.
I rischi restano quelli tipici: dispersione, se i sistemi non dialogano tra loro, oppure ripetitività, se la varietà resta superficiale. Il materiale mostrato, per ora, evita entrambe le sensazioni, ma sarà la gestione sul lungo periodo a fare la differenza.
Uscita e piattaforme
Stupid Never Dies è previsto in uscita nel 2026 su PC (Steam) e PlayStation 5. Con il nuovo trailer, il titolo entra finalmente in una fase più concreta della sua comunicazione, e i prossimi aggiornamenti saranno determinanti per capire quanto queste premesse reggeranno alla prova dell’esperienza completa.

