Con Marvel Cosmic Invasion, Tribute Games conferma la sua abilità nello sviluppare 2D beat ‘em up. Una conferma ma con pochi passi avanti.

Giocando Marvel Cosmic Invasion, i paragoni con il precedente lavoro di Tribute Games sorgono spontanei.Era il 2022 quando TMNT: Shredder’s Revenge viene pubblicato, riscuotendo buoni pareri dal pubblico e dalla critica. Al netto di alcuni livelli davvero poco ispirati ed alcune ingenuità di gameplay, il titolo è una piccola perla che omaggia sia il gameplay che l’estetica dei classici anni 90.

Creando un po’ di contesto, vi riassumo brevemente la trama. Anche perché non c’è poi così tanto da dire. 

Annihilus, la morte vivente, minaccia non solo la vita sulla terra, ma l’intera galassia. Un attacco senza precedenti che mina le fondamenta di tutto l’universo. Da New York City fino alle profondità della Zona Negativa, un manipolo di eroi Marvel è chiamato a salvare la galassia da una tremenda minaccia. 

Detto ciò continuiamo con le cose davvero importanti.

Sembra che gli sviluppatori abbiano imparato sia dalle critiche che dagli errori compiuti, per rifinire ed arricchire l’esperienza. Nonostante questo Marvel Cosmic Invasion è più una conferma che un passo in avanti nel genere. Il gameplay e il combat system sono arricchiti, come la varietà dei livelli. Purtroppo la varietà dei nemici, come la loro distribuzione, soprattutto negli ultimi stage lascia un po’ a desiderare. Al contrario le boss fight spaziano tra tanti villains dell’Universo Marvel, regalando scontri non eccellenti ma mai noiosi. 

Il level design è buono per quanto non offra spunti innovativi. Per fortuna gli elementi sopra citati non limitano o danneggiano troppo l’esperienza. 

Nulla da dire sulla colonna sonora e l’estetica: punto forte di Marvel Cosmic Invasion e del precedente titolo di Tribute Games. Una pixel art degna degli arcade anni 90 che è migliorata sia sotto l’aspetto estetico che delle animazioni. I temi musicali fanno il suo dovere, puntuale nell’enfatizzare i momenti migliori del gioco. 

Ora cerchiamo di analizzare gli aspetti del gioco, considerando anche le prime impressioni sulla demo scritta qualche tempo fa su queste pagine.

Una base solida

Giocando i due titoli sopra citati è evidente che Marvel Cosmic Invasion è costruito sull’ossatura di TMNT: Shredder’s Revenge

Fortunatamente sono assenti gli stage con mezzi volanti, veramente poco ispirati e divertenti. Anche i livelli sono più curati sia a livello estetico che di design e presentando gli stessi stilemi del beat ‘em up anni 90. Questo per ribadire il concetto di lavoro e miglioramento rispetto al titolo precedente.

Abbiamo la classica campagna più la modalità arcade, che gli sviluppatori considerano la vera sfida. Mi permetto di consigliarvi di iniziare con la campagna: perché vi permetterà di sbloccare sia tutti i personaggi che notevoli opzioni e miglioramenti per quella arcade.

La campagna serve per conoscere la storia del titolo, sbloccare tutti i personaggi ed ottenere i cubi cosmici che servono come moneta di scambio in una sezione del menu: il Vault.

Iniziamo a dire che Marvel Cosmic Invasion ha 15 personaggi giocabili. Non sono disponibili tutti subito, ma verranno sbloccati andando avanti negli stage che si sviluppano in una mappa con alcuni bivi. La cosa che mi ha sorpreso è che nonostante scegliamo una delle due direzioni, non possiamo andare avanti finché non abbiamo completato anche l’altro percorso. Probabilmente sia per la longevità, per esigenze di completezza di trama e per sbloccare tutti i personaggi. 

Tutti gli stage hanno un collezionabile, a volte ben nascosto da sbloccare e missioni secondarie. Alcune di queste missioni devono essere portate a termine con un personaggio specifico. Queste ultime per quanto semplici, prevedono un certo impegno specialmente nelle ultime parti. Scelte “infelici” di enemy positioning e design dei livelli portano ad un po’ di frustrazione se si vuole essere completisti.

Quello che funziona bene

In Marvel Cosmic Invasion come in TMNT i personaggi livellano durante l’avventura. Questa volta per ogni livello raggiunto, sblocchiamo miglioramenti alle caratteristiche come punti ferita, oltre che sbloccare abilità passive esclusive. 

La vera novità sta nel sistema Cosmic Swap: in poche parole l’uso del Tag Team. Possiamo scegliere tra due personaggi del roster, che possono essere scambiati dal giocatore in qualsiasi momento. Fate attenzione perché se uno dei due personaggi termina la barra della salute viene sconfitto e rimarremo con un solo personaggio. Unendo uno dei 4 tasti del pad al tasto per il cambio, chiameremo un assist del compagno per colpire gli avversari. Ad ogni tasto corrisponde un attacco assist differente. 

Riallacciandomi all’argomento precedente, voglio parlare della cura nel combat system.

Per quanto ad un primo sguardo possa sembrare semplice, in realtà è abbastanza profondo. I 15 (totali) personaggi, nonostante condividano gli stessi comandi, non ottengono gli stessi risultati. Oltre l’attacco standard che si traduce in combo diverse e ben animate per ogni personaggio, abbiamo altre possibilità. A seconda del personaggio l’attacco pesante può essere una presa o un colpo speciale. Inoltre ogni personaggio ha un tasto che attiva la mossa difensiva: una parata oppure una schivata. Il salto e doppio salto funziona diversamente a seconda del personaggio: Venom e Spiderman possono usare la loro ragnatela, Tempesta o altri personaggi addirittura fluttuare in aria. 

Buone sono le animazioni: ben curate e che danno carattere ad ogni personaggio giocato. Anche la sensazione dei colpi che si danno da soddisfazione al giocatore. 

Questa cura aiuta a creare molte sinergie ed è interessante cercare la coppia giusta per affrontare i nemici o i boss. 

Proprio questi ultimi sono croce e delizia. Per quanto ben animati e curati non sono molti e la loro distribuzione e positioning negli stage finali è mal gestita. Migliori sono le boss fight: divertenti, alcune con gimmick interessanti ma nulla di memorabile.

Il Vault: l’inganno della longevità

Un piccolo paragrafo per spiegare questo concetto di longevità.

Sopra vi avevo consigliato di fare prima la campagna e poi quella arcade. Infatti completando questa parte otterremo i cubi cosmici, con i quali sbloccheremo diverse cose.

Qui entra in gioco la sezione del Vault. Dal menù di gioco possiamo accedervi e ottenere diverse ricompense grazie ai cubi cosmici. Colori dei costumi per gli eroi, elementi di lore, brani della colonna sonora e soprattutto i modificatori arcade. Questi ultimi servono, appunto, a modificare la modalità arcade per inserire malus per aumentare la difficoltà.

Considerando che nella modalità arcade gli eroi scelti non recuperano la salute persa passando da uno stage all’altro.

Per quanto sia interessante queste possibilità, ci troviamo a ripetere gli stessi stage. Oppure ripetere un livello finché non si sono completate le missioni secondarie. Questo è uno dei difetti che Marvel Cosmic Invasion non riesce a superare e si porta dietro dal titolo precedente.

My two cents

Marvel Cosmic Invasion fa dei passi avanti che però nell’insieme sembrano solo una conferma. Il giudizio non è assolutamente negativo, perché Marvel Cosmic Invasion non è un titolo mediocre, tutt’altro. In sede di recensione non posso però fare a meno di notare i pochi passi avanti fatti da Tribute Games. 

Nonostante migliori alcuni dei difetti macroscopici di TMNT: Shredder’s Revenge, Marvel Cosmic Invasion rimane ancora ancorato alle radici del titolo precedente. 

Il suo gameplay e meccaniche sono il suo fiore all’occhiello: all’apparenza semplici, ma che se approfondite possono dare grandi soddisfazioni al giocatore.

Niente da dire all’estetica e alla colonna sonora: grande cura nella realizzazione degli eroi, degli ambienti e dei personaggi (nemici e boss compresi). Anche le animazioni aiutano a caratterizzare gli eroi e sono ben curate. Musiche dall’atmosfera anni 90 coinvolgenti e adatte al contesto che galvanizzano tutta l’esperienza.

Purtroppo Marvel Cosmic Invasion si porta dietro il difetto della longevità una volta finito l’arco principale. Ci prova ma non riesce del tutto.

Al netto di questo Marvel Cosmic Invasion è un buon titolo che regala spunti e meccaniche davvero ben fatte. Un must have per chi ha giocato ed apprezzato TMNT e per chi ama un buon combat system.

Marvel Cosmic Invasion

“Marvel Cosmic Invasion fa dei passi avanti che però nell’insieme sembrano solo una conferma. Il giudizio non è assolutamente negativo, perché Marvel Cosmic Invasion non è un titolo mediocre, tutt’altro. In sede di recensione non posso però fare a meno di notare i pochi passi avanti fatti da Tribute Games. Nonostante migliori alcuni dei difetti macroscopici di TMNT: Shredder’s Revenge, Marvel Cosmic Invasion rimane ancora ancorato alle radici del titolo precedente. Il suo gameplay e meccaniche sono il suo fiore all’occhiello: all’apparenza semplici, ma che se approfondite possono dare grandi soddisfazioni al giocatore. Niente da dire all’estetica e alla colonna sonora: grande cura nella realizzazione degli eroi, degli ambienti e dei personaggi (nemici e boss compresi). Anche le animazioni aiutano a caratterizzare gli eroi e sono ben curate. Musiche dall’atmosfera anni 90 coinvolgenti e adatte al contesto che galvanizzano tutta l’esperienza. Purtroppo Marvel Cosmic Invasion si porta dietro il difetto della longevità una volta finito l’arco principale. Ci prova ma non riesce del tutto. Al netto di questo Marvel Cosmic Invasion è un buon titolo che regala spunti e meccaniche davvero ben fatte. Un must have per chi ha giocato ed apprezzato TMNT e per chi ama un buon combat system.”

PRO

  • Buon level design
  • Ottima estetica e soundtrack
  • Combat system profondo e buona progressione

CON

  • La longevità e la rigiocabilità sono deboli
  • Alcune scelte infelici nell’enemy positioning nelle fasi finali
  • Alcune scelte infelici nel level design nelle fasi finali
SCORE: 7.9

7.9/10

Sono un musicista (pianista), un nerd e un amante di lunga data di manga. Sono nato come videogiocatore grazie ad una copia di Pitfall per Atari 2600 (1982), e così sono cresciuto di pari passo al mio medium preferito fino ai giorni nostri. In seguito ho cominciato ad interessarmi anche a cosa c'è dietro al prodotto finale, alla sua struttura e ciò che accade dietro le quinte del mondo del gaming.