Katana Dragon, primo lavoro di Tsunoa Games, ha personalità e stile insieme a qualche inciampo di percorso.
Iniziamo col dire che Katana Dragon è in early access e possiamo giocare il primo capitolo. Opera prima di Tsunoa Games, il titolo presenta uno stile volutamente retrò con forte ispirazione agli Zelda dell’era 16 bit. Enigmi, dungeon e creature fantastiche saranno all’ordine del giorno durante il nostro viaggio. Non mancheranno mini dungeon opzionali, trappole, labirinti e zone segrete, anche ben nascoste.
Tsunoa Games ha all’attivo un solo titolo alle spalle: un deck builder roguelite tattico dal titolo Sengodai. Anch’esso dallo stile estetico simile a Katana Dragon, come a delineare una continuità spirituale.
Iniziamo a parlare dell’estetica e dell’incipit narrativo del titolo
Volutamente retrò e nostalgico
Katana Dragon, sebbene richiami nell’estetica gli Zelda dell’era 16 bit, delinea una scelta estetica ben precisa: quella della voxel, pixel art. Il gioco infatti integra alla modellazione di cubi 3D (pixel volumetrici), elementi in pixel art. Interessante anche l’uso dell’illuminazione di alcuni elementi che crea una buona atmosfera. La colonna sonora è ben pensata, seppur non regali niente di memorabile fa bene il suo lavoro.
Lo stile, piacevole alla vista, talvolta riempie troppo lo schermo, snaturando la semplicità del genere a cui si ispira. L’importante è abituarsi ad osservare bene l’ambiente circostante per non perdere nessun segreto.
Anche l‘incipit narrativo è semplice e la storia parte con un antefatto.
Molto tempo fa, un drago malvagio devastò le terre di Sogen finché i cinque grandi monaci non riuscirono a rinchiudelo in una prigione di vetro usando il loro Ki. Dopo 1.000 anni, il drago riuscì a spezzare questa barriera e a seminare di nuovo il caos.
Fu allora che il Daimyo ordinò al suo miglior fabbro di spade, Katamune, di forgiare la leggendaria Katana del Drago utilizzando i frammenti della barriera. Questo permise al giovane samurai Cideyasu di affrontare il drago, ponendo fine al suo regno di terrore.
Grazie al loro impegno e al loro sacrificio, ora la pace regna a Sogen. Ma proprio nel giorno in cui i nostri giovani ninja, Shin e Nobi, stanno per affrontare la loro prima missione, accadranno eventi inaspettati.


Abilità ninja e citazioni piacevoli
Katana Dragon è uno Zelda like con elementi RPG. Ovviamente la prima cosa che ho provato a fare è stato provare a tagliare l’erba e i cespugli, e si può fare! E si possono rompere pure i vasi.
La nostra arma è una Katana e oltre questa avremo alcune abilità: il Ninja Dash, Shadow Clone, Gourd e la meditazione.
Il Ninja dash permette di scattare e superare anche dei precipizi, se usato col tempismo giusto contro un attacco rallenteremo il tempo.
Lo Shadow clone è la capacità di proiettare un nostro alter ego d’ombra. Ciò aiuta ad azionare interruttori altrimenti irraggiungibili ma è utile anche in battaglia. Il Clone non si muove ma attacca insieme al personaggio, ed attrae l’attenzione dei nemici.
Il Gourd è la bevanda che ci restituisce salute. Virtualmente infinita ha però un tempo di ricarica prima del prossimo utilizzo.
Usare le abilità ninja consuma Ki e il modo più veloce per recuperare è appunto la meditazione. Attuabile in qualsiasi momento ma attenzione perché sarete indifesi nel mentre.
La mappa e la visione del gioco
Gli sviluppatori hanno fatto un buon lavoro, specialmente nella creazione del mondo e dei dungeon opzionali. Pieni di trappole e relativamente brevi, solitamente danno ricompense estetiche come le armature. C’è tutto il linguaggio dei vecchi Zelda: forzieri, leve e passaggi nascosti, trappole e nemici vaganti.
Talvolta il gioco perde un po’ quello spirito in qualche dungeon dove da per scontato certi elementi di gameplay. Diciamo che non ti prende per mano.
Il personaggio può aumentare di livello, ma le caratteristiche per ora sembrano modificabili attraverso le Dragon Gem da incastonare nell’impugnatura della nostra Katana. Possono essere droppate da nemici, o trovate in alcuni forzieri. Per il momento possiamo incastonare fino a 3 gemme.
Altra caratteristica interessante è quella dei Cursed Seals. Potenti materiali che danno un notevole bonus al giocatore ma al costo di qualche “sacrificio”.


My two cents
Katana Dragon, ora in early access, presenta ancora dei problemi e delle imperfezioni, specialmente nell’ultima fase del gameplay.
La mancanza di quality of life come l’autosave appena entrati nel dungeon finale, rende frustrante il ripetere dell’enigma d’ingresso e delle prime fasi per superarlo.
Per quanto riguarda il combat system, può derivare (dal lato input dei comandi) dal fatto che la versione Pc viene da un port per mobile. La programmazione e la risposta dei comandi impartiti da uno schermo touch hanno delle loro regole. La loro trasposizione ad un pad o una tastiera può creare un feeling che in certi casi rischia di compromettere le buone idee degli sviluppatori.
Oltre a questo l’aggressività dei nemici non aiuta e tradisce un po’ lo spirito dei vecchi Zelda. Bisogna abituarsi alla loro aggressività ed alla loro abilità di stunlocckare il protagonista.
Anche le hitbox necessitano di un lavoro di ripulitura. Nella fase di spostamento delle casse che si bloccano e dell’abilità Shadow Clone che talvolta non funziona senza motivo apparente. Anche il Ninja Dash talvolta è impreciso o risponde in maniera non consona al comando dato.
Per quanto possa sembrare severo verso Katana Dragon, ci tengo a sottolineare che la prima parte è molto scorrevole e i piccoli difetti non appesantiscono l’esperienza. Se Tsunoa Games riuscirà a migliorare la quality of life (cosa già esistente nei mini dungeon precedenti), l’esperienza di gioco migliorerà e di molto.
Per questo, nonostante qualche inciampo, ho fiducia in Katana Dragon, semplicemente per il fatto che già ha dimostrato un innegabile potenziale.
Chiave concessa dagli sviluppatori
