La demo di Replaced, sviluppata da Sad Cat Studios, ci ha piacevolmente sorpreso. Nonostante questo nutriamo qualche preoccupazione per via della sua natura.

Non avrei mai pensato che Replaced fosse il primo titolo della Sad Cat Studios. Solitamente sugli articoli dove parlo delle demo, cerco sempre lo storico degli sviluppatori che stanno creando il prodotto. In questo caso, almeno io, non l’ho trovato. Cercando però lo storico del publisher ThunderfulGames, abbiamo notato una notevole serie di titoli pubblicati. Planet of Lana, The Gunk, Lost in Random, Viewfinders e Laika, sono solo alcuni dei giochi che hanno visto la luce grazie a questo publisher.

Alla luce di questo, ammetto che avevo una certa curiosità di provare questo titolo. Grazie alla demo gratuita e disponibile su STEAM, la mia curiosità è stata soddisfatta.

Intanto però diciamo una cosa: Replaced è un action platform 2.5D narrativo. Divide in maniera ben distinta, per quello che abbiamo visto, le fasi action da quelle esplorative usando la sua forte estetica come collante.

Detto questo, cosa ci è piaciuto di Replaced? Cosa ci ha convinto e cosa no? 

Vediamolo insieme, considerando che abbiamo solo provato la demo pubblica e visto qualche trailer.

Un impatto estetico incredibile!

Inutile girarci intorno, Replaced ha un’estetica notevole. Una grafica che riesce a mescolare una pixel art di alto livello in 2.5D con una visuale “cinematografica”. La telecamera infatti non è fissa come nella maggior parte degli action, ma si muove. Il giocatore non ha il controllo su di essa, la camera ruota leggermente e si inclina come a sottolineare la circostanza che sta riprendendo. Oltre a ciò la visuale si allarga o si avvicina a seconda della sequenza in atto. Questo non avviene solo nelle cutscene, ma anche nelle sequenze giocate. 

Per dare ancor di più il senso della profondità è ben usato il parallasse, con una grande quantità di dettagli posizionati a schermo. L’uso dell’illuminazione volumetrica e delle ombre dinamiche rendono il paesaggio ancora più bello da vedere. Mi è capitato spesso di fermarmi per ammirare l’ambiente dove mi muovevo. Un paesaggio dal look urbano post apocalittico fatto di contrasti e colori saturi.

Non meno importanti le animazioni: ben eseguite e credibili. Nonostante il senso di realismo reso da queste ultime, parlerò dei miei dubbi a riguardo più tardi.

Gameplay e combattimento

Replaced è per definizione degli sviluppatori un action platform 2.5D narrativo.

Questo porta ad un tipo di gameplay bello da vedere ma che potrebbe far storcere il naso agli amanti dell’action puro. 

Partiamo dal combattimento. Premettiamo che gli sviluppatori, per farci capire meglio il combat system, hanno messo la Huxley Gun. Un arma da gameplay avanzato che non avremo subito nel gioco completo. Questa ci permette, una volta riempita l’icona corrispondente, di sparare o fare un’esecuzione, spesso legata ad una specifica animazione. Abbiamo poi un attacco, un contrattacco da fare col giusto tempismo ed una schivata. Attenzione perché se l’attacco nemico ha un input visivo rosso, l’attacco va solo schivato.

Le animazioni per quanto fatte bene e brutali, possono alla lunga rendere piatto il combattimento. Nella demo abbiamo incontrato 2 tipi di nemici ed una boss fight non proprio memorabile. Tutto dipenderà dalla varietà e contestualizzazione dei nemici e dall’alternarsi tra le fasi di combattimento ed esplorazione.

Al combattimento, dobbiamo aggiungere il lato platforming, anch’esso piuttosto compassato e lento. Oltre all’esplorazione ci saranno degli enigmi da risolvere con in più fasi stealth anch’esse molto “standard”.

Esplorazione e narrativa

La narrativa di Replaced sembra prendere ispirazione da quella cyberpunk e post apocalittica. In un’America distopica di fine anni ‘80, R.E.A.C.H. è un’intelligenza artificiale intrappolata suo malgrado in un corpo umano. Il suo obiettivo è quello di scoprire i piani della Phoenix Corporation, la stessa che ha creato il protagonista. 

Per scoprire la verità R.E.A.C.H. dovrà intraprendere un viaggio solitario che lo riporterà a quella che è la sua “casa”.

L’esplorazione permette di trovare dei documenti sparsi nell’ambiente. Alcuni saranno nascosti ma nella demo erano tutti abbastanza visibili. Una volta trovati usiamo il nostro Wingman 2: un dispositivo dal forte stile retro, che permette di scannerizzare i documenti. 

Questo ci aiuta a ricostruire gli eventi ed approfondire la conoscenza del mondo circostante.

In questi momenti il 2.5D non è sempre a disposizione del giocatore. Questo significa che possiamo cambiare piano di profondità solo quando deciso dal gioco. Le fasi platform e le animazioni sono belle da vedere anche se hanno una loro lentezza intrinseca.

My two cents

Lo ripeto ancora: è solo un’impressione dalla demo.

Detto questo, Replaced è un titolo che ci ha affascinato fin da subito con la sua estetica. La pixel art, l’uso delle ombre e delle luci che esaltano i numerosi dettagli, sono notevoli. Una parola sul comparto audio: perfettamente in linea con l’estetica cyberpunk anni ‘80 del titolo. Non mancano anche i momenti di silenzio, perfetto per rappresentare la desolazione nella quale ci muoviamo.

Nonostante queste ottime premesse, nutro alcuni dubbi, alcuni che derivano proprio dalla natura di Replaced

Il gioco infatti sembra molto improntato sulla narrativa e sul racconto. Questo sembra portare sia le fasi platform che quelle di combattimento fluide ma semplici. Il senso di fluidità si traduce in animazioni e azioni ripetitivi. Come detto all’inizio, questo potrebbe far storcere il naso agli amanti di un action platform puro, anche se questa non è la natura di Replaced

Al netto di questo mi aspetto un gioco relativamente breve, con una storia intensa intensa ed una buona gestione delle varie fasi. Infatti aumentare la longevità di questi titoli, spesso gli fa esporre il fianco a critiche sulle meccaniche e le debolezze. 

Credo che che con una buona gestione di questi elementi, con l’innegabile qualità tecnica ed estetica, Replaced sarà sicuramente un titolo che giocherò! 

Sono un musicista (pianista), un nerd e un amante di lunga data di manga. Sono nato come videogiocatore grazie ad una copia di Pitfall per Atari 2600 (1982), e così sono cresciuto di pari passo al mio medium preferito fino ai giorni nostri. In seguito ho cominciato ad interessarmi anche a cosa c'è dietro al prodotto finale, alla sua struttura e ciò che accade dietro le quinte del mondo del gaming.