Il cuore indie batte ancora forte: due giorni di giochi, arte e connessioni alla NABA di Milano
Milano, 31 marzo 2026. Dopo anni di silenzio post-pandemia, la scena degli eventi dedicati ai videogiochi indie e alla cultura ludica indipendente ha ritrovato voce grazie a Cotoletta8bit, un progetto organizzato da Retrobottega Culture ETS e diventato in pochi anni un appuntamento imperdibile per appassionati, artisti e professionisti del settore. Abbiamo incontrato e intervistato Mattia La Licata e Fabio Putortì, due dei fondatori, durante l’evento dello scorso weekend, per scoprire i segreti di questo successo.

Dall’idea alla realtà: una crescita esplosiva
“Tutto è partito da una semplice domanda: ‘Perché a Milano non c’è un evento che celebri davvero l’indie gaming?’”, ci racconta Mattia durante la nostra chiacchierata nel backstage di NABA. “Volevamo creare qualcosa che non fosse solo una fiera, ma un luogo di incontro, confronto e scoperta.”
Da una piccola sala al NEMEX Club, Cotoletta 8bit si è espanso fino a occupare l’intera sede di NABA durante l’ultima edizione. I numeri parlano chiaro:
– Due giorni di evento con un’affluenza record, superando ogni aspettativa.
– Aree tematiche in costante evoluzione: dai videogiochi indie ai giochi da tavolo, dai
giochi di ruolo a uno spazio dedicato alle talk e un’area artistica curata da Christian Steve Scampini.
“Quest’anno abbiamo voluto osare”, aggiunge Fabio. “Abbiamo introdotto una mostra di concept art con scuole e studi indie, workshop pratici su game design e narrativa interattiva, e persino un contest di disegno, l’‘Artist Jam’, che ha visto la partecipazione di oltre 50 artisti emergenti.”
“Un morbido cuore indie in una croccante panatura pop”: la formula vincente
“La nostra filosofia è semplice: un cuore indie e una panatura pop”, spiega Fabio. “Il cuore indie sono i 90 giochi portati da autori indipendenti, team da tutta Italia, come Janara dalla Campania, e uno spazio dove sviluppatori e appassionati si confrontano senza filtri. La panatura pop, invece, è l’atmosfera festosa, gratuita e accessibile a tutti, con elementi di gamification come la raccolta di ‘gemme’ per vincere premi e la celebre Cotoletta d’Oro.”

Durante l’intervista, Mattia sottolinea: “Vogliamo che chi partecipa si senta a casa. Qui non ci sono barriere: si viene per la passione, non per il business. Quando saliamo sul palco, è come parlare a degli amici. E questo, per noi, è il vero successo.”
Le sfide: tra volontariato, credibilità e indipendenza
Organizzare un evento del genere non è semplice. “Siamo un’associazione culturale, non un’azienda. Tutto si regge su volontari e appassionati“, ci confida Mattia. “Ogni edizione è una corsa contro il tempo, ma è proprio questo spirito di collaborazione che rende tutto possibile.”


Un altro tema cruciale è risultare credibili con i partner. “Dobbiamo convincere aziende e sponsor che Cotoletta8bit è un progetto valido, ma senza snaturarlo”, spiega Fabio. “Trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dei partner e la nostra visione non è sempre facile. Per questo evitiamo collaborazioni che richiedano di scendere a compromessi sulla natura dei contenuti: preservare la nostra indipendenza è ciò che dà valore anche al messaggio degli sponsor.”
“Siamo orgogliosi del fatto che, anche con oltre un migliaio di persone, si respira ancora quell’‘aria di casa’”, aggiunge Mattia. “È questo che ci distingue: un evento grande, ma intimo.”
Networking senza competizione: il segreto della community indie
Il networking, per Fabio e Mattia, deve essere giocoso, spontaneo e produttivo. “Durante il Fried Network Booster, ad esempio, i partecipanti che collezionavano più biglietti da visita vincevano dei premi”, ci racconta Fabio. “Così si rompe il ghiaccio e si creano connessioni reali.”
Un momento clou di Cotoletta8bit?L’aperitivo tra docenti di diverse accademie e scuole (NABA, MIND, Skyup Academy, IED, ecc.), che hanno condiviso idee senza competizione. “Qui non importa da quale scuola vieni o che genere di giochi fai. Siamo tutti sotto la stessa bandiera”, conclude Mattia.
Il futuro: un hub culturale per l’intrattenimento indipendente
“Vogliamo che Cotoletta8bit diventi un hub culturale per chi fa prodotti culturali indipendenti”, ci rivela Fabio. “L’industria dell’intrattenimento ha bisogno di rinnovarsi, e noi crediamo che le risposte siano nell’indie.”
Prossimi passi? Espansione verso arte, fumetti, cortometraggi e collaborazioni internazionali. “Stiamo facendo un passo alla volta, ma se la scena risponderà, noi ci saremo”, promettono Fabio e Mattia.
